Vino, Masi: «Serve più coraggio troppe denominazioni»

L’appello di Sandro Boscaini, presidente della casa vitivinicola veronese: «Stiamo producendo per un mercato superato sia per gusti sia per quantità richiesta e servono azioni strutturali per le nuove condizioni atmosferiche»

Nicola Brillo

 

Scorte eccessive, mercati in recessione e prezzi drasticamente ridimensionati. A questo si somma un'annata di temperature elevate, con ridotta disponibilità idrica. Il mondo del vino di qualità sta affrontando uno dei periodi più complicati della sua storia recente e si interroga sulle soluzioni da intraprendere.

Sandro Boscaini, presidente della nota casa vitivinicola veronese Masi, con vigneti in varie regioni, interviene: «Nell’attuale situazione di forte cambiamento, vanno considerati vari aspetti: il primo riguarda certamente l’equilibrio tra domanda offerta, che richiede decisioni. Stiamo producendo con un vigneto disegnato per un mercato ormai superato, sia sotto il profilo della quantità richiesta sia per l’adeguatezza alle preferenze dei consumatori, oggi rivolte ai bianchi e ai rossi più leggeri». E invita ad agire: «Occorrono scelte coraggiose di fronte alla schiera, oramai troppo numerosa, di denominazioni», aggiunge Boscaini. «Serve distinguere quelle che esprimono forte identità di territorio e alta qualità riconosciuta, da quelle che qualificano vini raramente apprezzati al di fuori del proprio ambito regionale. Il secondo riguarda il concetto di qualità e, conseguentemente, il prezzo. Ci sono vini qualitativi e altri aggiungono in più la qualità percepita: quella notorietà della denominazione che permette remunerazioni più elevate, ma implica anche rigore e disciplina e adeguato posizionamento sul mercato».

Ogni vendemmia, che quest'anno è iniziata con forte anticipo, è momento di riflessione e di bilancio per il settore. «Servono interventi strutturali che tengano conto delle nuove condizioni climatiche e di mercato, compresi i cambiamenti nelle attitudini di consumo», spiega ancora mister Amarone. «Molti disciplinari sono cristallizzati, e consorzi e istituzioni stentano ad affrontare i problemi di fondo: dove produrre, cosa produrre, quanto produrre, come promuovere e tutelare denominazioni e prezzi sullo scaffale con sguardo sui prossimi decenni. Non dimentichiamo che un’adeguata quotazione delle uve è strettamente correlata a un adeguato prezzo sullo scaffale e, molto spesso, non si tiene conto che questa è la legge di mercato».

La successione di eventi atmosferici estremi ha influito nell'attuale raccolta dell'uva in Veneto. Lo ricorda proprio Boscaini: «Sono entrato in azienda negli anni Sessanta e anche gli amici viticoltori di quell’epoca ricordano come fosse consuetudine, in Valpolicella, iniziare la raccolta per l’appassimento a partire dalla festa della Madonna del Rosario, cioè il 7 ottobre. È davvero cambiato il mondo». E invece, 60 anni dopo, la vendemmia 2026 è già entrata nel vivo in tutte le tenute del Gruppo Masi. I vigneti sono sparsi in numerose aree italiane e già ai primi di agosto c'erano gli operatori al lavoro, in particolare per le uve bianche precoci e per il Pinot Nero (Trentino, Conegliano Valdobbiadene, Oltrepò Pavese e Grave del Friuli) e a inizio settembre nel veronese e in Valpolicella Classica per le uve scelte dell’Amarone, con un anticipo di circa due settimane rispetto alla media dell’ultimo decennio.

Masi è produttore leader di Amarone e nel 2022 ha celebrato la 250° vendemmia della famiglia Boscaini nei vigneti del Vaio dei Masi, valle nel cuore della Valpolicella Classica (1772-2022). Il presidente Boscaini rappresenta la sesta generazione della famiglia. Da quasi cinquant’anni ha avviato un ambizioso progetto di valorizzazione di storiche tenute vitivinicole, collaborando con i Conti Serego Alighieri (Valpolicella), Conti Bossi Fedrigotti (Rovereto) e Canevel Spumanti di Valdobbiadene) dal 2016 parte del gruppo Masi. A marzo 2024 la casa vitivinicola ha dato il via al progetto di sostenibilità Masi Green Governance che vede l’adozione dello status di Società Benefit e l’integrazione nell’oggetto sociale di ulteriori attività con finalità di beneficio comune, legate alla crescita sociale, alla promozione e valorizzazione della cultura delle Venezie, delle persone, del territorio e dell’ambiente.

 

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