Vino, il Collio si difende dal calo dei consumi

Tiene meglio della concorrenza secondo un’indagine Nomisma su 100 ristoratori

Riccardo De Toma

 

Se il mercato del vino rallenta, i consumatori continuano a riconoscere e a premiare la qualità dei vini prodotti in collina. Anche nella ristorazione, il comparto che sta soffrendo di più l’impatto del calo dei consumi. È il dato che emerge dalla ricerca che il Consorzio di tutela dei vini del Collio ha affidato a Wine Monitor Nomisma, presentata a margine di Collio Evolution, la tre giorni in corso a Cormòns fino a domani, e che fotografa una denominazione capace di mostrare segnali di tenuta rispetto al mercato.

I consumi

Il confronto con il quadro nazionale è eloquente. Tra il 2017 e il 2025 gli spumanti sono passati dal 10,5% al 15,1% dei consumi di vino in Italia, mentre tutti i vini fermi hanno perso terreno: soprattutto i rossi, scesi dal 40,6% al 36,9% dei consumi complessivi, ma anche i bianchi (dal 40,8% al 40,2%) e i rosati (dall’8,2% al 7,9%). Un cambiamento che racconta una trasformazione dell’approccio al vino. La ricerca Nomisma, effettuata su un campione di 100 ristoratori, evidenzia un saldo negativo del 19% tra chi segnala un aumento e chi invece registra una diminuzione nei consumi. Saldo che si aggrava (-28%) se si parla di bottiglie, mentre diventa positivo (+22%) se riferito al calice. Segno di un consumo più occasionale e di una maggiore attenzione alla spesa.

Il Collio

Il Collio, in questo scenario difficile, tiene meglio della concorrenza. Il saldo tra consumi in calo e in crescita, infatti, resta negativo, ma solo di 4 punti percentuali: cala in minore misura la richiesta di bottiglie (-19%), aumentano più moderatamente i consumi in calice (+8%). Quanto alla reputazione della Doc, il 96% degli operatori della ristorazione afferma di conoscerla e l’81% la propone già in carta o in assortimento. Una presenza consolidata, distribuita in modo trasversale sul territorio nazionale, che testimonia un rapporto ormai stabile con il mondo della ristorazione. La forza della denominazione nasce soprattutto da una percezione di qualità e dall’identificazione dei vini con il territorio. L’83% degli operatori ritiene infatti che i bianchi prodotti in collina abbiano mediamente una qualità superiore rispetto a quelli di pianura e, quando si chiede quale territorio venga associato per primo ai grandi bianchi italiani, il Collio raccoglie il 41% delle preferenze tra gli operatori contattati da Nomisma, davanti all’Alto Adige (21%) e ai Colli Orientali del Friuli (18%).

Ristoranti ed enoteche

Questo capitale reputazionale si riflette anche nei criteri di scelta degli operatori del comparto ho.re.ca. La provenienza territoriale rappresenta il principale elemento di selezione delle etichette, seguita dallo specifico territorio di produzione e dalla presenza di una denominazione riconosciuta. Nel caso del Collio, il legame con il paesaggio collinare è indicato come principale punto di forza dal 50% degli operatori, seguito dalla riconoscibilità (49%) e dalla versatilità negli abbinamenti gastronomici (45%). Sul piano sensoriale emergono soprattutto mineralità ed eleganza, insieme alla complessità aromatica e alla freschezza, caratteristiche che permettono ai vini del Collio di occupare una posizione forte proprio nel momento in cui il mercato sembra premiare vini più immediati. Non è un caso che il 48% degli intervistati li consideri adatti a un regalo speciale o a un’occasione importante, ma che una quota li ritenga altrettanto adatti a tutte le occasioni (38%) o al consumo quotidiano durante il pasto (32%).

Le prospettive

I margini di crescita, comunque, non mancano. Per gli operatori che non propongono il Collio nei propri listini, pari al 19% degli intervistati, le ragioni principali dell’assenza sono la preferenza per altri territori e una conoscenza ancora insufficiente della denominazione nel suo insieme, nonostante Ribolla Gialla, Friulano e Sauvignon godano già di una notorietà elevata. Le prospettive, però, restano incoraggianti. Guardando ai prossimi cinque anni, il saldo tra chi prevede di aumentare gli acquisti di vini del Collio e chi ipotizza invece una riduzione supera i 10 punti. Un indicatore che suggerisce una possibilità concreta di consolidamento, proprio mentre il mercato continua a fare i conti con consumi in contrazione.

 

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