Vending, allarme costi. Toniutti: «Servono regole a tutela delle imprese»
L’analisi di Toniutti, Ad di Illiria, per avere norme che tutelino il comparto della distribuzione automatica di bevande e alimenti, oggi in difficoltà. «Occorre farsi percepire come un’infrastruttura utile a persone e imprese»

«Servono regole che tutelino la competitività delle nostre imprese da una rigidità che non vale per i produttori extra Ue». Mario Toniutti, amministratore delegato del gruppo friulano Illiria, una delle principali realtà a Nordest nell’ambito della distribuzione automatica di bevande e alimenti, spiega così una delle priorità che guideranno il suo terzo mandato di vicepresidente nazionale di Confida, l’associazione aderente a Confindustria che riunisce le aziende del vending: la nomina è stata formalizzata dal Consiglio direttivo riunitosi lunedì, il primo dopo il rinnovo dei vertici dell’associazione, che ha confermato Massimo Trapletti (Bianchi Industry) alla presidenza.
Confida rappresenta una filiera che genera un valore aggiunto di 1,8 miliardi di euro e oltre 4 miliardi di consumazioni. La salvaguardia del comparto è il tema centrale del piano strategico 2026-2030, che punta a risolvere nodi molto delicati come quello dei margini, compressi tra l’aumento dei costi e la difficoltà a scaricarli sui committenti, della concorrenza delle macchine made in Cina e della gestione degli appalti pubblici. «La distribuzione automatica – spiega Toniutti – ha davanti a sé una sfida importante: tornare a crescere, innovare e farsi percepire come un’infrastruttura di prossimità, utile alle persone, alle imprese e alle comunità. Il nostro compito sarà accompagnare le aziende associate in una trasformazione concreta, fatta di tecnologie, sostenibilità, qualità dell’offerta e nuove occasioni di mercato».
Tra le priorità del nuovo mandato figurano anche l’ampliamento delle location, il rafforzamento della presenza del vending nei contesti retail, turistici, sportivi, universitari e aziendali, lo sviluppo degli smart fridge, dei micro-store e delle soluzioni H24, la trasformazione digitale, dalla gestione dei pagamenti alla manutenzione predittiva, più in generale la valorizzazione del settore come parte integrante delle filiere del food, della meccanica e dei servizi. Toniutti seguirà in particolare il capitolo dedicato alla tutela della filiera. «Parliamo non solo delle aziende di gestione, ma anche dei produttori di distributori automatici e dei fornitori di materie prime».
Numerosi i temi sensibili, dall’aumento dei costi, legato non solo alla corsa delle materie prime, su tutte il caffè, ma anche ai rinnovi contrattuali, alle regole Ue: i requisiti dei materiali, l’efficienza energetica delle macchine, gli obblighi relativi ai prodotti a km zero e all’introduzione di cauzioni nel vending. «Sono temi che richiedono un confronto costante con le istituzioni nazionali e comunitarie, anche per garantire condizioni di concorrenza equilibrate rispetto ai produttori extraeuropei. Pensiamo al tema delle certificazioni: da noi sono in capo a enti terzi, in Cina sono i produttori che autocertificano», spiega.
«Un altro nodo riguarda le procedure d’appalto, complesse sia per le imprese sia per i committenti. Puntiamo ad aprire un tavolo tecnico permanente tra pubbliche amministrazioni e imprese del vending per definire regole più semplici e omogenee». Ma l’attenzione di Confida è rivolta anche a sostenibilità, innovazione del packaging, transizione 5.0, ricambio generazionale e formazione, con l’obiettivo di dare al settore «competenze, visione e una rappresentanza forte in cui tutta la filiera si riconosce, costruendo una nuova reputazione del settore, più moderna, più aperta e più vicina ai bisogni reali del Paese».
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