Turismo, per le Terme Preistoriche fatturato in crescita del 53%

Investimenti, welfare e innovazione: la società è satta dai 5,6 milioni del 2019 agli 8,7 del 2025. L’Ad Angela Stoppato: «Dopo il Covid ci siamo messi in gioco e abbiamo scommesso sul futuro»

La redazione

Investimenti, welfare e innovazione portati a terra proprio in uno dei momenti più complicati per il settore turistico. Con una crescita del fatturato, dal 2019 al 2025, del 53% passando dai 5,6 agli attuali 8,7 milioni di euro,  Terme Preistoriche Resort & Spa è un punto di riferimento del comparto termale di Abano e Montegrotto.

Anche il primo bimestre del 2026 ha fatto registrare un più 8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sul fronte del personale si è passati da 40 collaboratori, del periodo pre pandemico, agli oltre 100 attuali, con 72 donne impegnate nelle attività quotidiane.

Numeri che hanno fatto fare a Terme Preistoriche il salto nel segmento della media impresa.

A colpire il piano di investimenti messo in campo sfruttando le risorse europee e regionali.  Negli ultimi anni la struttura ha portato a terra un importante piano per circa 11 milioni di euro, risorse destinate all’ampliamento e alla riqualificazione del resort.

Sono nate NeróSpa, destination spa polivalente e all'avanguardia firmata dallo Studio Apostoli, i Green Lodge immersi nella natura del parco della struttura e, novità per il 2026, il nuovo reparto cure.

“Abbiamo fatto investimenti significativi, mettendoci in gioco e scommettendo sul futuro», spiega Angela Stoppato, Ad di Terme Preistoriche, terza generazione alla guida della struttura, «grazie alle competenze di chi ha creduto in questo progetto sono stati sfruttati a pieno i fondi Por Fesr messi a disposizione da Regione Veneto, circa 2 milioni di euro, a cui poi si sono aggiunte risorse importanti derivanti da agevolazioni, crediti di imposta e strumenti di sostegno introdotti durante il periodo Covid. Sono state scelte dettate dalla necessità di garantire all’ospite esperienze uniche, originali e diverse».

I numeri parlano chiaro con 24.000 presenze annuali e con un tasso di occupazione medio delle stanze del 79%.

La struttura ha quindi scelto di puntare su competenze e professionalità, managerializzando le figure chiave all’interno della struttura e innovando anche sul fronte del welfare.  C’è il welfare base che viene erogato, a prescindere, mensilmente in base al livello e poi l’introduzione di un secondo livello di welfare, premiale, che pone obiettivi legati al fatturato e alla reputazione.

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