Triveneto avanti sul digitale, ma l’AI resta poco diffusa
Resta però molto alta la quota di imprese che non utilizza alcuna piattaforma di intelligenza artificiale: 77,9%, in linea con il 76,2% nazionale

Le imprese del Triveneto si confermano tra le più mature d’Italia sul fronte della trasformazione digitale. In Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino-Alto Adige, infatti, il 15,4% delle aziende dichiara di avere una strategia digitale definita e processi integrati, contro una media nazionale del 9,9%. Un vantaggio di oltre 5 punti percentuali che colloca il territorio ai vertici del Paese per maturità digitale.
Il dato emerge dall’Assintel Report con focus sul Triveneto, presentato a Trieste durante il roadshow “La via del Digitale per le imprese italiane”, promosso da Assintel e Confcommercio. La ricerca, realizzata da Assintel-Confcommercio insieme a TIG, Istituto Ixè e Webidoo Insight Lab, con la sponsorship di AWS, Grenke, Intesa Sanpaolo e Webidoo, racconta un sistema imprenditoriale dotato di buone infrastrutture ICT e di una maturità digitale superiore alla media, ma ancora non del tutto compiuto nella trasformazione dei modelli di business e della cultura interna.
Maturità digitale
Sul piano delle dotazioni tecnologiche, le imprese del Triveneto registrano in media 5,3 strumenti ICT per azienda, leggermente sotto la media nazionale di 5,6. Le tecnologie più diffuse sono il sito web aziendale (82,9%), le soluzioni per collaborazione e produttività (75,3%), la connettività (75,4%) e la cybersecurity (62,9%).
Per quanto riguarda gli investimenti, prevale una linea di prudenza. Nel 2025 l’80,8% delle imprese del Triveneto non prevede variazioni nel budget ICT, contro il 75,8% della media nazionale. Solo il 15,8% stima un aumento, mentre il 3,5% prevede una riduzione. Anche per il 2026 il quadro resta improntato alla stabilità: il 25,8% delle imprese ipotizza un incremento del budget ICT, a fronte del 30,2% nazionale.
Cloud: più hyperscaler, meno ibrido
Sul fronte del cloud, il Triveneto mostra una preferenza marcata per i grandi operatori globali. Il 38,2% delle imprese si affida esclusivamente agli hyperscaler come Google, Amazon e Microsoft, contro il 28,2% della media italiana. Meno diffusa invece la strategia ibrida, che combina provider locali e globali: la adotta il 26,7% delle imprese trivenete, rispetto al 39,6% nazionale.
Intelligenza Artificiale: ChatGPT in testa
Diverso il quadro sull’intelligenza artificiale, dove il territorio si muove in linea con il dato nazionale ma senza ancora accelerare davvero. Il 28,6% delle imprese dichiara di sperimentare, testare o integrare soluzioni di AI, contro il 29,1% nazionale. Lo strumento più utilizzato è ChatGPT, adottato dal 17,8% delle aziende, seguito da Google Cloud AI (2,8%), da altre piattaforme AI (2,7%) e da Copilot (1,5%). Resta però molto alta la quota di imprese che non utilizza alcuna piattaforma di intelligenza artificiale: 77,9%, in linea con il 76,2% nazionale.
Competenze digitali e cultura dell’innovazione
A frenare la digitalizzazione, nel Triveneto, non sono tanto le risorse economiche quanto la cultura aziendale. Il 18,5% delle imprese indica come principale ostacolo la mancanza di interesse o di cultura del cambiamento continuo, contro il 14,5% del dato nazionale. Un divario di quasi 4 punti che segnala come il vero salto di qualità debba ancora compiersi sul piano culturale. Le risorse economiche limitate restano comunque un freno per il 19,4% delle imprese, ma con un’incidenza inferiore rispetto al 26,6% registrato nel resto d’Italia.
Anche sul versante delle competenze il quadro è articolato. Il 32,7% delle aziende del Triveneto dichiara di possedere ottime competenze digitali interne abbinate a una cultura innovativa, un valore sostanzialmente allineato al 32,6% nazionale.
Più debole, invece, l’attenzione alla sostenibilità digitale. Solo il 30,8% delle imprese del Triveneto ha adottato iniziative di Green IT, come green cloud, riduzione dei consumi IT o strategie ESG digitali, contro il 36% della media nazionale. Un dato che evidenzia un margine di miglioramento nell’integrazione tra innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale.
Il contesto territoriale
Positivo, infine, il giudizio sul contesto territoriale. Solo il 14,9% delle imprese ritiene che le infrastrutture locali ostacolino la digitalizzazione, contro il 17% nazionale, mentre il 73,7% afferma che il territorio non ha inciso negativamente sul proprio percorso. Un segnale che il Triveneto viene percepito come un ecosistema almeno neutro, se non favorevole, alla trasformazione digitale.
A sintetizzare il quadro è Paola Generali, Consigliera Nazionale di Confcommercio con incarico alla digitalizzazione e presidente di Assintel ed EDI: il Triveneto, sottolinea, dispone di una forte tradizione imprenditoriale e di una solida infrastruttura produttiva, e le imprese stanno investendo nel digitale con pragmatismo, privilegiando scelte consolidate. La sfida decisiva, ora, è costruire una visione strategica condivisa dell’innovazione, capace di trasformare le competenze tecniche già presenti in un vantaggio competitivo duraturo, soprattutto per le PMI.
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