Trevi, Consob a Webuild: «Servono integrazioni»

La Commissione ha richiesto la trasmissione di informazioni supplementari. L’offerta di acquisto del colosso delle costruzioni sfida l’Ops della friulana Icop. Entro metà settembre potranno essere più chiari i contorni della vicenda

Maurizio Cescon

 

Nuovo capitolo della partita per l’acquisizione di Trevi, società di costruzioni romagnola, che vede due pretendenti, la friulana Icop, leader internazionale di ingegneria e opere specialistiche del sottosuolo che per prima ha presentato un’Ops e il colosso nazionale delle costruzioni Webuild. Ieri la Consob (Commissione nazionale per le società e la Borsa) ha richiesto la trasmissione di informazioni supplementari sull’Opa (Offerta pubblica di acquisto) di Webuild per Trevi-Finanziaria, disponendo la sospensione del termine istruttorio con riferimento al documento d’offerta fino al completamento del quadro informativo e, in ogni caso, per un periodo non superiore a 15 giorni. Lo ha reso noto Webuild, sottolineando che darà tempestiva comunicazione al mercato del riavvio dei termini istruttori.

La mossa della Consob, da parte di Webuild, è considerata di routine in casi del genere, che non dovrebbe comunque far allungare i tempi della complessa operazione. Consob aveva preso una decisione analoga, pochi giorni fa, anche per Icop, chiedendo l’integrazione di alcune informazioni supplementari nell’ambito dell’Ops (Offerta pubblica di scambio) lanciata a fine giugno su Trevi Finanziaria: in particolare si tratterebbe delle semestrali recentemente approvate dalle due società.

Settembre dovrebbe essere dunque un mese decisivo per capire chi la spunterà e prenderà il controllo di Trevi, gruppo del settore costruzioni molto importante, partecipato da Cassa depositi e prestiti. Due le proposte sul tavolo: l’Offerta pubblica di scambio di Icop e l’Offerta pubblica di acquisto di Webuild. Nel dettaglio l’offerta di acquisto volontaria in contanti, quella del colosso Webuild, ha fissato la soglia di acquisto a 4,50 euro per azione (per un valore complessivo di circa 295 milioni di euro) e sfida di fatto la precedente mossa di Icop.

Icop a fine giugno ha lanciato un’offerta pubblica di scambio (Ops) su Trevi, con l’obiettivo di costituire una Newco nel comparto costruzioni da oltre un miliardo di euro di ricavi e con uno standing internazionale. Si tratta di un’operazione di ingegneria finanziaria a cui il Cda ha dato il via libera, che vale, attraverso lo scambio azionario, 273 milioni di euro. E un percorso che, dopo il perfezionamento dei documenti e le comunicazioni alla Consob, potrebbe partire già a settembre e consentirà a Icop, in parallelo, l’upgrade nei listini di Piazza Affari, passando dal segmento Egm a quello principale, novità assoluta per la Borsa italiana. L’offerta pubblica di scambio riguarda il totale delle azioni di Trevi, mettendo sul piatto 0,133 azioni Icop di nuova emissione per ogni titolo conferito.

 

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