Terzo socio per l’acciaieria Metinvest Adria a Piombino
Oltre agli ucraini e a Danieli si cerca un investitore finanziario o industriale. L’Ad Villa: «In pochi giorni già tante manifestazioni d’interesse per il progettoI cantieri slitteranno di otto mesi per le complicazioni dell’iter autorizzativo dell’opera»

Si allungano i tempi per la realizzazione della nuova acciaieria green di Piombino, progetto che vede coinvolto il colosso friulano Danieli.
Due i motivi che faranno slittare alla primavera del 2027 i cantieri, con un ritardo di 8-10 mesi sul cronoprogramma per l’avveniristico impianto con forno elettrico che produrrà nastri laminati a caldo (coils).
Da una parte c’è il complesso iter autorizzativo che potrebbe arrivare a conclusione entro la fine di ottobre. Dall’altra, e questa è la novità più importante emersa nelle ultime settimane, c’è la necessità di allargare la società Metinvest Adria, oggi partnership tra gli ucraini di Metinvest e appunto Danieli, a un terzo investitore, in modo da riequilibrare la partecipazione complessiva al piano. La richiesta sarebbe arrivata dal pool di banche che finanzieranno il progetto da 3,2 miliardi di euro, con una quota Danieli di 1,5 miliardi e un contributo pubblico di 285 milioni.
La notizia dello slittamento dei cantieri, anticipata dal quotidiano economico “Il Sole 24 Ore”, ha suscitato sorpresa.
Riguardo il percorso burocratico Metinvest Adria, in una nota diramata ieri, confida comunque nel rispetto del programma.
«Il procedimento di verifica di assoggettabilità a Via del progetto Metinvest Adria a Piombino sta proseguendo secondo le tempistiche previste dalla normativa nazionale e regionale e in linea con il quadro illustrato nei precedenti incontri istituzionali - si legge nel comunicato della società - . Il procedimento è attualmente giunto alla fase prevista dal comma 6-bis dell’articolo 19 e che dopo la richiesta di chiarimenti e integrazioni dalla Regione Toscana del 20 luglio 2026, la stessa Metinvest Adria ha trasmesso la documentazione richiesta l’11 e il 20 agosto, completando nei termini tutti gli adempimenti previsti. Quindi dal ricevimento delle integrazioni decorre il termine di 45 giorni entro il quale l’Autorità competente è chiamata ad adottare il provvedimento di verifica di assoggettabilità a Via. Sulla base delle scadenze previste dalla normativa, il termine attualmente indicato per la conclusione di questa fase è, pertanto, il 4 ottobre 2026, fatta salva l’eventuale proroga prevista dalla legge in casi eccezionali e debitamente motivati». Metinvest Adria specifica che «la presentazione delle integrazioni non determina l’avvio di una nuova fase di consultazione pubblica di 30 giorni, già svolta nelle precedenti fasi del procedimento».
In parallelo sta procedendo la partita per la “caccia” al terzo socio.
«In pochi giorni abbiamo già avuto tanti riscontri - spiega Luca Villa, amministratore delegato di Metinvest Adria - , da parte di investitori di natura finanziaria come fondi di investimento che hanno il core business nelle infrastrutture, investitori semi industriali, ovvero collaterali alle nostre attività e altri colossi della siderurgia, sia italiani che stranieri. È la riprova che il progetto dell’acciaieria di Piombino è estremamente importante e attrattivo, anche fuori dai confini del nostro Paese. Vorremmo concludere positivamente questo dossier entro la fine di ottobre, in modo da avere in mano i permessi per costruire e il budget necessario garantito dagli istituti di credito».
Intanto il 20 ottobre, al Mimit a Roma, è stato riconvocato il tavolo per la verifica del progetto sulla nuova acciaieria.
Infine Metinvest Trametal, che in Friuli Venezia Giulia controlla lo stabilimento di San Giorgio di Nogaro, nella Bassa, ha reso noti i conti del 2025.
Il fatturato è stato di oltre 469 milioni di euro, quasi in linea con quello dell’anno precedente che aveva raggiunto i 474 milioni.
Ma è nettamente migliorata la redditività con un risultato operativo di 10,5 milioni, contro i 7,5 dell’anno prima, un risultato di esercizio di 14,2 milioni, praticamente il doppio di quello del 2024.
Le prospettive per il 2026, secondo quanto riportato nel prospetto di bilancio, sono improntate alla prudenza, visto il perdurare di «turbolenze geopolitiche e della regolamentazione del commercio internazionale».
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