Top 100, capitale umano sfida epocale: «È ciò che rende l’impresa vincente»

Non un banale ranking ma la convocazione dei protagonisti di storie importanti, le imprese che hanno reso grande il Nord Est. Si è svolto ieri sera nella sede di Benetton Group a Castrette di Villorba il primo dei due appuntamenti di Top 100, l’evento di Nord Est Economia, la testata economica del gruppo Nem, in collaborazione con PwC e Fondazione Nord Est. Al centro della sala dell’azienda di moda trevigiana una passerella e il faro, questa volta, puntato unicamente sulle 100 imprese leader del Nord Est.
Dalle 17.30 sul palco si sono susseguiti i racconti delle protagoniste: storie di sviluppo, espansione internazionale, modelli di riferimento in mercati di nicchia o con strategie di crescita locali e un occhio di riguardo al capitale umano, sempre più prezioso, che accresce il suo valore mediante l’Intelligenza Artificiale (AI). Semplicemente, le migliori realtà in termini di fatturato e di visione strategica.

Ad aprire l’evento Paolo Possamai, direttore editoriale del Gruppo Nem. Si parla di futuro, che altro non è «participio del verbo essere: io sono oggi il mio futuro e il futuro è scritto in questi numeri, nelle ambizioni e nei progetti delle 100 aziende che abbiamo descritto, ma anche nell’ecosistema che gravita attorno a loro, verso prospettive non solo economiche ma anche sociali». Poi il momento della fotografia economica del nostro tessuto imprenditoriale. Sul palco Filippo Zagagnin, partner di PwC Italia «il tema del racconto è il filo conduttore, ogni storia ha avuto il suo focus».

Poi, il tempo dei protagonisti e la storia si declina nel capitale umano. Roberta Paolini, giornalista del Gruppo Nem, ha dialogato con Massimo Renon, Ad di Benetton Group, e Maria Raffaella Caprioglio, presidente di Umana. «Il calo demografico rappresenta la sfida più difficile per le aziende e lo sarà nei prossimi 20-30 anni» afferma l’Ad di Benetton Group, «il mercato del lavoro giovanile è molto cambiato, dobbiamo cambiare anche noi e guardarlo senza pregiudizi, il progresso comunque ci incanala verso un miglioramento, nonostante il calo demografico». D’accordo anche Caprioglio: «I ragazzi vogliono dare senso al loro lavoro e le aziende devono raccontare quello che fanno, una storia, in modo che i giovani si sentano parte e trovino il senso per il lavoro».

Anche lo sport c’entra con l’economia. Emblema ne è Gelindo Bordin, maratoneta italiano, campione olimpico e direttore sport marketing di Diadora: «Come in una maratona anche in azienda si deve imparare a gestire i momenti di crisi, niente drammi: sono passeggeri, poi i momenti di gloria tornano».

Cambio di scenario: intelligenza artificiale e produttività: aspetti fortemente connessi al capitale umano. «L’AI non può sostituire l’uomo, ma è un must che può dare benefici enormi, è un obbligo, dà tempo all’uomo di utilizzare il suo cervello e amplifica le sue capacità perché sarà di supporto nel prendere le decisioni» afferma Anna Mareschi Danieli, vicepresidente Steelmaking del gruppo Danieli, intervistata dal Luca Piana, vicedirettore del Gruppo Nem, «L’AI è qualcosa che è entrata a far parte del nostro mindset», aggiunge Marica Campilongo, responsabile Large Corporate Italia di Unicredit, «basta pensare all’acquisizione dei dati: dobbiamo lavorarli in modo efficiente, oggi abbiamo occasione di annullare la stratificazione e migliorare i processi».

Infine, sul palco è entrata anche la formazione, la rettrice dell’università di Padova Daniela Mapelli: «È il filo conduttore tra università e imprese, ci stiamo aprendo alla formazione continua, post lauream per garantire un aggiornamento costante delle competenze e crearne di nuove. Il Nord Est può attirare cervelli e competenze».
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