Tadi, l’azienda pordenonese sfida i colossi delle stampanti

Nata come importatrice delle stampanti Triumph-Adler oggi si dedica alla digitalizzazione delle Pmi italiane con nuovi prodotti software
Paola Dalle Molle

Festeggerà i vent’anni dalla fondazione, Tadi, l’azienda pordenonese nata come importatrice delle stampanti Triumph-Adler e capace in questi anni, di sviluppare il proprio business dedicandosi alla digitalizzazione delle Pmi italiane con nuovi prodotti software. Tra i settori sviluppati, ad esempio, si distingue la distribuzione di monitor intelligenti e soluzioni di “digital signage”, riferite alla cartellonistica digitale. Sul fronte delle stampanti, oggi Tadi rappresenta l’unica realtà italiana in un settore dominato dalle grandi multinazionali straniere. Digitale e green: lo sguardo al futuro non è solo rivolto al prodotto, ma anche alla sostenibilità ambientale. Tadi sta per pubblicare il primo bilancio di sostenibilità, in cui verrà analizzato il carbon footprint e l’impatto ambientale di tutta l’attività dell’azienda. Già partito un progetto, “Join the Green”, per compensare la carta utilizzata con le sue apparecchiature con cui si impegna a piantare nuovi alberi in maniera proporzionale al numero totale di copie stampate. Tadi, nata nel 2004, conta oggi 18 dipendenti, 180 dealers e concessionari in tutta Italia; oltre 6000 le apparecchiature vendute nell’ultimo anno. A marzo 2023, il fatturato ha superato i 13 milioni di euro, +6,9% sul ’22 e le previsioni per il ’23 si confermano positive.

Oggi la digitalizzazione delle Pmi rappresenta uno dei processi fondamentali per lo sviluppo e la recovery del tessuto imprenditoriale italiano. Le imprese incontrano difficoltà? «A limitare la capacità delle Pmi di adottare soluzioni digitali - spiega l’Ad di Tadi, Fabio De Martini - oltre all’attuale difficoltà di accesso al credito, è una mancanza di consapevolezza e di competenze, che porta a investire poco: il 18% delle imprese italiane non ha in programma investimenti in digitalizzazione per i prossimi tre anni, contro solo l'8% di Germania e Francia. È anche vero che i grandi fornitori di tecnologia sembrano poco interessati a comprenderne le esigenze, e dunque propongono soluzioni inadeguate ai loro bisogni».

Un altro tema di grande attualità riguarda il settore delle stampanti. Come sta affrontando la sfida della sostenibilità ambientale?

«In Italia i produttori sono stati fra i primi a mettere in atto misure per mitigare l’impatto ambientale. Dal 2011 a oggi, il consumo energetico è stato ridotto del 46%. Inoltre più del 90% dei materiali che compongono una stampante e dei consumabili (toner ed inchiostri) possono essere riciclati. A questo abbiamo voluto aggiungere anche progetti di riforestazione, per compensare l'utilizzo della carta sui nostri sistemi di stampa».

Stampanti e sicurezza informatica delle aziende. Un punto cruciale?

«Qualsiasi dispositivo in grado di connettersi alla rete - stampanti comprese - è un potenziale punto di ingresso per minacce informatiche. Le stampanti sono raramente considerate nell’analisi dei rischi, nonostante attraverso di esse passino moltissime informazioni: ogni qualvolta si manda in stampa un documento, si elaborano e archiviano dati sensibili che devono essere opportunamente protetti per innalzare i livelli di sicurezza».

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