Sit in utile e riduce il debito, ricavi a quota 150 milioni

Un semestre di consolidamento per l’azienda padovana, l’ebitda a 17 milioni. Firmato finanziamento da 100 milioni con garanzia Sace per gli investimenti. Il presidente de’ Stefani: «Mercato complesso ma abbiamo generato reddito»

Eva Franceschini

 

È positivo il bilancio complessivo della semestrale di SitGroup, che vede crescere la redditività e diminuire l’esposizione finanziaria. I ricavi hanno risentito delle condizioni complesse del momento di mercato registrando un lieve calo dell’1,9% raggiungendo quota 150,8 milioni di euro. Nonostante il trend delle vendite tuttavia Sit ha messo a segno una forte accelerazione della marginalità industriale e della redditività, ritrovando nei primi sei mesi dell’anno l’utile.

L’indebitamento netto è sceso a 125,8 milioni, in miglioramento sia rispetto al dato di fine 2025, sia rispetto ai 150,8 milioni del 30 giugno 2025. L’Ebitda si è attestato a 17,1 milioni, l’11,4% dei ricavi, in crescita rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente (16,9 milioni, 11,0% dei ricavi). Il semestre si è chiuso con un utile di 0,8 milioni, dalla perdita di 0,7 milioni di un anno prima. L’azienda ha registrato infine un cash flow operativo positivo per 15,9 milioni.

Tornando alle vendite la Divisione Heating & Ventilation corrispondono a 54,2 milioni, -4,3% rispetto al secondo trimestre 2025 (-3,9% a cambi costanti), e quelle della Divisione Metering si attestano a 23,2 milioni, in riduzione del 8,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. «È un semestre soft dal punto di vista delle vendite - dichiara il presidente di Sit Group, Federico de’ Stefani -. La lieve contrazione è dovuta, principalmente, a tre cause: la necessità di rinunciare al business in Iran, la debolezza del dollaro nel primo semestre del 2026 e la richiesta del principale cliente di Gas Metering di posticipare le consegne. Dall’altra parte, però, siamo tornati ad un utile positivo, un risultato ancor più importante se si considera che questo dato lo raggiungiamo, solitamente, nella seconda parte dell’anno». Rispetto a questo parametro, de’ Stefani spiega come «Sit abbia venduto prodotti a migliore marginalità e abbia tenuto sotto forte controllo i costi di materie prime e dei costi in generale».

Soddisfazione anche per il progressivo rientro dall’esposizione finanziaria: «Si tratta di una riduzione importante: di solito si verifica a fine anno, invece l’abbiamo anticipata. Ciò è dovuto sia all’utile registrato, sia alla gestione molto attenta del capitale circolante».

A livello geografico si segnala nel semestre una diminuzione del 9,4% delle vendite in Italia rispetto allo stesso periodo 2025 registrato soprattutto nel Central Heating per effetto di una domanda di mercato più debole, mentre Direct Heating e ventilazione sono positivi. Per quanto attiene all’Europa, esclusa l’Italia, nel primo semestre 2026 si registra una significativa crescita delle vendite, pari al 11,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tale risultato positivo va in continuità con l’andamento degli ultimi trimestri grazie ad una crescita in Turchia in particolare delle vendite destinate al mercato locale e di alcuni OEM operanti nel Central Heating. Positiva anche l’Europa Centrale, mentre UK segna una riduzione nel periodo, per effetto di un secondo trimestre in calo rispetto secondo trimestre dell’anno precedente.

L’America, nel primo semestre, segna un andamento in calo del 6,5% rispetto al primo semestre dell’anno precedente. L’area Asia e Pacifico ha registrato una riduzione del 21,1% rispetto allo stesso periodo 2025, dove la Cina continua a registrare un andamento di mercato debole, con l’Australia in riduzione per cambiamenti normativi e le altre geografie impattate dal contesto internazionale. I presupposti per un secondo semestre positivo ci sono tutti: «Abbiamo confermato l’outlook sul 2026, i risultati evidenziano progressi concreti rispetto alle priorità che ci siamo dati - conclude de’ Stefani -, Torneremo a crescere nella seconda metà dell’anno con una low single digit tra i 2 e il 3%». A conferma della solidità, anche l’operazione di rifinanziamento di complessivi 100 milioni di euro, portata a termine nei giorni scorsi da un pool di istituzioni finanziarie italiane, che servirà a rimodulare il profilo di rimborso di alcuni finanziamenti esistenti e finanziare il piano degli investimenti del Gruppo.

 

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