Risiko multiutilities del Nordest, arriva l'asse Alperia-Dolomiti e Hera sul dossier Agsm-Aim

Agsm e Aim hanno chiesto conferimenti di asset nella filiera ambientale e in quella delle rinnovabili, Hera e Alperia-Dolomiti hanno esplicitamente sottolineato che sono disponibili a formulare offerte congiunte nel caso le singole proposte sugli asset non fossero ritenute soddisfacenti

VERONA. Colpo di scena sul dossier Multiutility del Veneto. Nell'ambito del processo di aggregazione tra Agsm Verona e Aim Vicenza, secondo quanto risulta a Radiocor, si profila infatti un possibile asse tra Hera e la cordata Alperia-Dolomiti Energia, per diventare partner industriale della nuova realtà.

Il progetto in pole position, come noto, resta quello di A2A, che in cambio di asset nella filiera ambientale e nelle rinnovabili sarebbe arrivata a detenere un terzo del capitale della Multiutility del Veneto. A giugno, tuttavia, Agsm e Aim hanno deciso di avviare un processo competitivo in modo da verificare l'infungibilità degli asset (e in generale dello schema di riassetto) messi in campo dal gruppo lombardo.

In questo contesto, nei giorni scorsi, sono pervenuti agli advisor le offerte non vincolanti di Hera e del tandem del Trentino Alto Adige Alperia-Dolomiti (Iren si è sfilata). Proposte integrate e approfondite rispetto a quelle già presentate quasi un mese fa, con una novità rilevante. Dato che Agsm e Aim hanno chiesto conferimenti di asset nella filiera ambientale e in quella delle rinnovabili, Hera e Alperia-Dolomiti hanno esplicitamente sottolineato che sono disponibili a formulare offerte congiunte nel caso le singole proposte sugli asset non fossero ritenute soddisfacenti.

Alperia-Dolomiti, dunque, si farebbero supportare nel segmento ambientale da Hera, che è leader in questa filiera; viceversa Hera si appoggerebbe a Alperia, che è il terzo produttore idroelettrico italiano, sulle rinnovabili. Ora il processo prevede che gli advisor esaminino le proposte arrivate da Hera e da Alperia-Dolomiti e che forniscano un primo responso e soprattutto un confronto con quella di A2A.

Poi, verosimilmente a settembre, toccherà alla politica decidere - in base al verdetto dei consulenti - se proseguire con la semplice fusione a due o se scegliere subito un partner.

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