Il Salone chiude a 316 mila presenze. Fantoni: «Centrale per i nuovi clienti»
Cinesi, tedeschi e spagnoli i visitatori risultati più numerosi. Soddisfazione per la partecipazione delle aziende friulane

Cala il sipario sulla 64esima edizione del Salone del Mobile di Milano. Ennesimo successo, certificato dai numeri, per la più grande fiera internazionale dedicata al settore dell’arredamento che chiude in crescita, vincendo i timori della vigilia, legati alla situazione geopolitica internazionale.
A valle dei sei giorni di fiera, le presenze totali si sono attestate a 316.342, +4,5% rispetto all’anno precedente. Imprese, buyer, investitori, retailer, contractor, progettisti e media internazionali si sono dati appuntamento a Rho da 167 Paesi, dimostrando ancora una volta la centralità del Salone del mobile, nonostante in questi ultimi anni abbia scontato più di qualche forfait, a partire da grandi marchi come Molteni e Poliform.
Soddisfazione, per i contatti, i contratti e il clima di grande ottimismo che si è respirato in fiera, sono stati gli espositori dal Friuli Venezia Giulia. Trentasei aziende in tutto, 26 della provincia di Udine, 10 di Pordenone. Per lo più medie imprese, affiancate da qualche realtà industriale.
«Siamo complessivamente molto soddisfatti di com’è andato il Salone e l’invito che oggi mi sento di rivolgere alle nostre aziende è a partecipare alla prossima edizione del Salone perché resta una grande e impareggiabile vetrina. L’affluenza è stata buona, la qualità dei visitatori alta» dichiara Alessandro Fantoni, capogruppo legno, mobile e sedia di Confindustria Udine, che promuove anche la qualità degli espositori, con un cenno particolare a quelli venuti dal Giappone, «che hanno contribuito a tenere alto il livello della qualità di quanto esposto, anche a fronte di qualche uscita».
Defezione che ha interessato anche le imprese friulane. Alcune rimaste a casa per l’impossibilità di sostenere i costi elevati che la partecipazione alla fiera si porta dietro - dall’affitto degli spazi alle spese per gli allestimenti a quelle di vitto e alloggio dei dipendenti –, altre presenti, spesso nei propri showroom, solo al Fuorisalone. «Un contesto in cui di certo qualcuno si è tolto qualche soddisfazione, specie chi era orientato a consolidare e invitare clienti già conosciuti, dove però si perde un po’ la possibilità di sviluppare nuovi contatti» ha evidenziato ancora Fantoni. Restando alle imprese associate a Confindustria Udine, Moroso, La Cividina e Frag sono state al Fuorisalone, hanno invece scelto di tornare a Rho, Montbel, Calligaris, Fantoni, Snaidero, Costantini Pietro, Gervasoni e Potocco .
Tornando alle presenze al Salone, la geografia sempre più globale: la Cina resta il primo Paese, seguita da Germania (+5,1%) e Spagna (+8,7%). Buone performance anche dagli Stati Uniti (+8,8%) e dal Regno Unito (+10,4%), accanto a segnali di dinamismo da Canada e Messico e al consolidamento di aree emergenti come il Mercosur e la Corea del Sud. A sostenere questi risultati contribuisce un’intensa attività internazionale promossa dal Salone, tra missioni B2B, partnership e nuove iniziative, come l’edizione del Salone a Ryad che il ministro degli Esteri, Antonio Tajani – all’inaugurazione della fiera – ha assicurato si terrà, nonostante la guerra che interessa l’area del Golfo.
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