Prosecco Doc, più 3.050 ettari: la Denominazione su del 12,5 per cento

Il Consorzio ha comunicato le nuove aggiudicazioni per Veneto e Friuli: sono 2.200 ettari in più al Veneto, 850 al Friuli Venezia Giulia I dati di vendita sono in linea col 2024 e in leggera flessione (meno 1,5%) rispetto all’anno scorso

Francesco Dal Mas
Prosecco, la denominazione su del 12,5 per cento
Prosecco, la denominazione su del 12,5 per cento

 

L’annuncio è di quelli che contano nel mondo del Prosecco. «In questi giorni ci sarà l'assegnazione, a ciascuna azienda avente i requisiti, dei 3.050 ettari» conferma, visibilmente soddisfatto, Giancarlo Guidolin, presidente del Consorzio Prosecco Doc, in relazione all’incremento del potenziale produttivo «l’assegnazione definitiva porta la Denominazione da 24.400 ettari a 27.500».

Sono 2.200 ettari in più al Veneto, 850 al Friuli Venezia Giulia. Tutti soddisfatti, dunque, alla recente e assemblea consortile, che ha approvato all’unanimità il bilancio 2025. Ed ha condiviso il blocco degli impianti per i prossimi 3 anni.

Il blocco, quindi, della rivendica. Il che significa che la più grande Denominazione italiana si fermerà ai 27.500 ettari di oggi. Ma come stanno andando i mercati? «I dati sono in linea con il 2024» risponde Guidolin. E col 2025? «I dati della prima parte dell’anno scorso risentono dell’incetta di Prosecco che gli importatori negli Usa hanno fatto in presenza degli annunciati incrementi dei dazi.

C’è stato, insomma, un grande approvvigionamento degli Stati Uniti d'America. I quali, peraltro, mantengono i numeri, non hanno registrato alcuna flessione». Secondo gli ultimi dati a disposizione del Consorzio, la flessione complessiva dei primi 5 mesi di quest’anno è intorno all’1,5-1,8%.

«È una flessione lieve, che speriamo possa rientrare. È data» spiega il presidente «dalla congiuntura economica, di cui abbiamo tutti consapevolezza, con il maggior costo dell'energia che si riversa sulle famiglie. Però» aggiunge subito Guidolin «siamo estremamente fiduciosi che i numeri tengano, anzi stanno tenendo bene».

Gli ultimi dati gli stanno dando ragione. L’imbottigliamento di maggio è stato superiore del 2,3% rispetto alla media degli ultimi 3 anni. E nel primo trimestre le vendite allo scaffale hanno registrato significativi incrementi: addirittura +5,6% in Italia, +5,1% negli Usa, + 3,6% in Inghilterra, +4% in Germania.

«In sostanza stiamo imbottigliando 20.000 ettolitri al giorno. È una positiva tenuta, come lo è» puntualizza ancora il presidente «quella dell’Italia perché la Gdo regge molto bene. Invece non lo fa… la mescita, perché il costo del Prosecco è elevato. Non si dimentichi, in ogni caso, che nella analisi delle situazioni bisogna tener conto che il nostro export è del 82% e solo col 18% si quantifica il consumo in Italia».

L’andamento della stagione, intanto, sembra incoraggiare i produttori. «Come fenologia stiamo in anticipo di una settimana rispetto all'anno scorso. Quindi il processo è positivo, perché c'è stato caldo e c'è stata quel tanto di pioggia che basta.

La pianta è sana, è bella, i grappoli sono ben disegnati, c'è stata una bella fioritura, perché è avvenuta senza pioggia, quindi diciamo che al momento la fase della vite è ottima».

I cambiamenti climatici si sono palesati attraverso rovinose tempeste, che tuttavia hanno riguardato solo fazzoletti di territorio, ancorché rovinosamente. «Le grandinate si verificano ogni anno. Possiamo dire che rientrano nel calcolo generale delle nostre produzioni e, per la verità, non comportano grandi cambiamenti. Li provoca una brinata. La grandine si è verificata in un momento non di maturazione delle uve e la vita si può riprendere. Certo che in qualche territorio il danno c'è stato, ma c’è anche l’assicurazione…».

Nella recente assemblea si è parlato di promozione, condividendo il piano del Consorzio, con le sponsorizzazioni delle Olimpiadi e del Tennis Internazionale a Roma. Guidolin e collaboratori hanno riferito anche delle azioni di tutela.

«Subiamo continue imitazioni nel mondo, di qualsiasi tipo di prodotto, anche prodotti per la cura della persona, perfino le creme.

Siamo molto impegnati sulla protezione perché il Prosecco oggi è un brand che tutti quanti vorrebbero naturalmente mettersi nei propri marchi.

Abbiamo un ufficio legale con due persone che lavorano tutti i giorni. Quando qualcuno di noi va in giro, controlla».

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