Nuovo contratto Saipem-Eni: 200 milioni per Porto Marghera
La commessa riguarda le attività di ingegneria e costruzione di una nuova unità di deossigenazione nella bioraffineria Enilive di Venezia che aumenterà la capacità di trattamento materie prime di 200.000 tonnellate

Saipem mette a segno due nuove commesse da Eni, una offshore in Costa d'Avorio e una onshore a Porto Marghera, per un valore complessivo di circa 800 milioni di euro.
Il primo contratto, riguarda il progetto Baleine Phase 3, terza fase di sviluppo del giacimento oil & gas Baleine, situato al largo della Costa d’Avorio a profondità fino a 1.300 metri.
Il secondo contratto, che ha un valore di circa 200 milioni ed è aggiudicato da Enilive, società di Eni attiva nella produzione di biocarburanti, di biometano e nella commercializzazione e distribuzione di tutti i vettori energetici per la mobilità, riguarda le attività di ingegneria, approvvigionamento e costruzione di una nuova unità di deossigenazione nella bioraffineria Enilive di Venezia, a Porto Marghera.
La Bioraffineria Enilive, avviata nel 2014 è il primo esempio al mondo di riconversione di una raffineria tradizionale, ed è al centro di importati investimenti finalizzati ad aumentare l’impiego di materie prime di scarto e residui, tra cui oli vegetali esausti, grassi animali e altri sottoprodotti dei processi industriali, utilizzati per la produzione di biocarburanti.
In questo momento, fa sapere l’azienda, è in fase di avviamento il nuovo impianto di Steam Reforming, articolato su due linee da 15.000 metri cubi normali all’ora ciascuna, destinato a supportare il ciclo produttivo dei biocarburanti. L’impianto consentirà la produzione di idrogeno non solo da metano, ma anche da Hvo nafta e Hvo GPL, rafforzando la flessibilità e la sostenibilità del sistema industriale.
Mentre per la nuova unità Deoxy, al centro dell’accordo comunicato ieri, è in corso l’ingegneria e sono state avviate le attività di scavo e di palificazione nelle aree dove verrà costruito l’impianto. Questa unità consentirà di potenziare la produzione di biocarburanti Hvo (ovvero ottenuti da oli vegetali), con un incremento della capacità di trattamento di materie prime da 400.000 a 600.000 tonnellate annue, nonché di ampliare il portafoglio di materie prime di scarto che vengono trasformate in Hvo dall’impianto Ecofining. Come sottolineato dall’azienda, l’ampliamento permetterà, a partire dal 2027, di estendere anche la gamma dei prodotti: in particolare la bioraffineria di Venezia produrrà oltre al diesel Hvo anche Saf-biojet, carburante sostenibile per l’aviazione.
Questa nuova aggiudicazione si inserisce nel più ampio accordo di collaborazione tra Eni e Saipem nel campo della bioraffinazione, sottoscritto a novembre 2023 ed esteso a fine marzo dello scorso anno. L’accordo è volto a unire le rispettive competenze e specializzazioni in campo industriale per nuovi progetti di interesse di Eni. L’obiettivo di Eni, in linea con i target di decarbonizzazione dei processi e dei prodotti, è potenziare ulteriormente la propria capacità di bioraffinazione attraverso lo sviluppo di nuove iniziative per la produzione di biocarburanti sia in ambito aviazione sia per la mobilità terrestre e marittima. Allo stesso tempo, Saipem rafforza le proprie competenze nell’ambito della bioraffinazione e della decarbonizzazione.
Eni, attraverso la controllata Enilive, ha oggi una capacità produttiva in ambito bioraffinazione pari a 1,65 milioni di tonnellate l’anno e l’obiettivo è di incrementarla a oltre 5 milioni entro il 2030.
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