Porto San Rocco venduto a D-Marin colosso turco di marina e ormeggi

La struttura posseduta dalla Delfin della famiglia Del Vecchio

è stata ceduta alla società che ogni anno nel Mediterraneo

serve oltre 50.000 clienti e che conta nove darsene in Italia

Diego D’amelio

Diego D’Amelio

trieste

L’operazione

Il marina triestino di Porto San Rocco passa a D-Marin. Il colosso turco dei porti turistici rileva la totalità delle quote della società fino a oggi controllata da Delfin, che cede la struttura da 546 posti barca con base a Muggia a uno dei maggiori operatori internazionali della nautica, con specializzazione nella gestione dei porti turistici di fascia alta e una rete che si estende dal Mediterraneo orientale alla Spagna, passando per l’Italia e la Costa azzurra.

D-Marin ha annunciato ieri l’operazione, senza renderne noto il valore e specificando di essere in attesa delle autorizzazioni regolamentari. L’acquisizione porta a nove i marina posseduti nel nostro paese e rafforza in particolare la posizione in Alto Adriatico, dove la società già possiede Marina Punta faro a Lignano Sabbiadoro, oltre a numerosi punti d’ormeggio lungo le coste croate (due a Zara, Sebenico e Tribunj).

D-Marine è stata fondata nel 2003 in Turchia, parte del conglomerato Doğuş. L’espansione arriva dal 2020 in poi, quando l’ingresso nel capitale del fondo Cvc Capital Partners garantisce una forza economica che permette all’azienda di arrivare a gestire 28 marina in nove diversi paesi, per un totale di 14.300 posti barca, di cui oltre mille dedicati a megayacht. Il gruppo parla di più di 50.000 clienti serviti ogni anno, cui si aggiungono quelli che utilizzano i 12 cantieri che si occupano della manutenzione di imbarcazioni, con oltre 2.500 yacht gestiti annualmente. Un network che, secondo il Financial Times, fa di D-Marin una realtà con una valutazione compresa fra un miliardo e un miliardo e mezzo di euro.

L’espansione in Italia avviene dopo l’arrivo di Cvc. Dal 2023 a oggi D-Marin costruisce un network di nove marina, il maggior numero di strutture detenute in una singola nazione. Oltre ai porticcioli di Muggia e Lignano, i turchi gestiscono infatti Marina degli Aregai, San Lorenzo al Mare, Varazze e Porto Mirabello alla Spezia, oltre al nuovo Marina Livorno e alle strutture di Marina di Olbia e Molo Brin in Sardegna.

L’ultimo acquisto è Porto San Rocco. Il marina muggesano ospita imbarcazioni a motore e a vela fra 8 e 60 metri, per metà occupati da armatori austriaci e tedeschi. La società è in salute, con 5,5 milioni di ricavi nel 2025, in crescita del 5,3% sull’anno precedente, 344.000 euro di utile (+39%) e 29 dipendenti. Mentre a Trieste cresce l’attenzione per i mega yacht, con numerosi servizi di manutenzione e rimessaggio a disposizione degli armatori, D-Marin guarda all’impianto per la sua posizione strategica posta fra Italia, Slovenia e Croazia, nonché per la sua collocazione in Friuli Venezia Giulia, regione italiana con la maggiore densità di posti barca per chilometro di costa.

Come sottolinea la nota diffusa dall’azienda, «Porto San Rocco dispone di 546 posti barca e coniuga infrastrutture nautiche complete con i comfort e l’atmosfera di un resort affacciato sul mare. L’offerta dedicata all’ospitalità e al tempo libero comprende hotel, ristoranti, bar, negozi, piscina, centro fitness e strutture dedicate al benessere e alla cura della persona, una stazione di servizio e una sala conferenze. Grazie anche ai collegamenti stradali, ferroviari, aerei e marittimi, rappresenta un punto di partenza strategico per armatori, comandanti ed equipaggi desiderosi di esplorare l’Adriatico».

Oliver Dörschuck, amministratore delegato di D-Marin, spiega che «Porto San Rocco si trova in una posizione strategica, alle porte dell’Adriatico. Si integra naturalmente con i nostri marina in Italia e Croazia. Siamo lieti di poter valorizzare le solide basi su cui si fonda Porto San Rocco, collaborando a stretto contatto con il suo team e la comunità locale, e di portare a Muggia il nostro approccio orientato al cliente e la nostra esperienza operativa».

Il marina ha fatto capo per anni alla famiglia Del Vecchio, attraverso la holding lussemburghese Delfin, che della società deteneva l’intero capitale: il 49% in via diretta e il 51% attraverso la controllata Partimmo Srl. Una posizione consolidata dopo il 2001, quando nel progetto entrarono Leonardo Del Vecchio, Gilberto Benetton e altri imprenditori del Nordest. E restando nell’ambito delle partecipazioni societarie, bisogna chiarire che Porto San Rocco Marina Resort va distinto dalla Porto San Rocco srl, fallita nel 2015 e i cui immobili (117 appartamenti, 150 posti auto e 11 unità commerciali) sono stati aggiudicati due anni più tardi al gruppo Idronord.

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