Pittini sfiora i 2 miliardi di ricavi e chiude con 100 milioni di utile

Risultati consolidati 2025 in crescita per il gruppo friulano. Acciaierie di Verona raddoppia l’Ebitda a 21 milioni. Entro il 2030, 238 milioni di investimenti in sostenibilità

Maura Delle Case

 

Le tensioni geopolitiche, gli elevati costi energetici e le difficoltà manifestate dalla Germania, principale economia dell’Ue, non frenano Fin.Fer., la holding del gruppo Pittini, che manda in archivio un altro anno all'insegna della crescita. Il 2025 si chiude per il player siderurgico friulano con 1,98 miliardi di ricavi consolidati, in crescita del 7 per cento sull’anno precedente. Un risultato maturato in un mercato ancora difficile, soprattutto nell’Europa centrale, dove la domanda è rimasta debole e i prezzi medi di vendita sono scesi. A spingere il fatturato sono stati soprattutto i volumi - come si ricava dalla relazione del presidente del gruppo, Federico Pittini -: le quantità complessivamente vendute l'anno scorso sono cresciute di circa l’11 per cento, più che compensando la flessione dei prezzi medi di vendita.

Marginalità

Ma è soprattutto sul fronte della marginalità che il bilancio consolidato del gruppo di Osoppo racconta un cambio di passo. L’Ebitda raggiunge quota 153,6 milioni, quasi il doppio rispetto agli 82,2 milioni dell'anno precedente, con un'incidenza sui ricavi che a sua volta manca di poco il raddoppio, salendo dal 4,4% al 7,8%. Un balzo che la relazione firmata dal presidente Pittini attribuisce alle maggiori marginalità generate dalle economie di scala legate all’incremento dei volumi prodotti, alle quali si aggiunge il contributo delle misure di contenimento del costo dell’energia. Tra queste, l’Energy Release, che ha consentito di acquistare energia verde a 65 euro/MWh, e 36 milioni di euro di beneficio dalla compensazione dei costi indiretti delle emissioni di carbonio.

Il risultato operativo, dopo ammortamenti e accantonamenti per 67,7 milioni, sale a 86 milioni di euro, contro i 5,2 milioni del 2024, che insieme ai risultati della gestione finanziaria porta a un utile consolidato di 101,5 milioni, quasi cinque volte i 20,9 milioni dell’anno precedente. Alla formazione del risultato contribuiscono in misura sostanziale sia il miglioramento dell’attività industriale sia, come detto, quello della gestione finanziaria, che nel 2025 acquista un peso particolarmente rilevante: il suo saldo positivo raggiunge infatti 50,5 milioni.

Il rafforzamento dei conti incide positivamente anche sulla struttura patrimoniale e finanziaria del gruppo, che vede il patrimonio passare da 888,1 a 985,5 milioni di euro e la posizione finanziaria netta mantenersi positiva, a 102,8 milioni, anche se in calo rispetto ai 137 milioni del 2024.

Investimenti

La contrazione va letta soprattutto alla luce del forte ciclo di investimenti avviato dal colosso friulano dell'acciaio, che nel 2025 ha destinato complessivamente 97,4 milioni di euro al rafforzamento della propria struttura produttiva, in particolare ai siti di Osoppo, Verona e Potenza, dove sono stati potenziati gli impianti e messi a terra interventi di efficientamento energetico e ambientale. Un fronte quest'ultimo sul quale il gruppo intende proseguire a investire: il piano d’interventi legato a tematiche ambientali traguarda il 2030 e mette sul piatto risorse pari a 238 milioni di euro. L’effetto degli investimenti in sostenibilità effettuati fin qui è stato rilevante: nel 2025 Pittini ha ridotto del 5,4% i consumi energetici per tonnellata di acciaio prodotto, portando l’intensità energetica del gruppo a un livello nettamente inferiore alla media del settore EAF e collocando i suoi impianti tra i più efficienti a livello globale.

Alla riduzione dei consumi energetici e idrici, il player friulano ha affiancato anche il recupero dei materiali: la scoria prodotta dall’acciaieria di Verona viene trasformata in Granella, con l’obiettivo di valorizzarne come prodotto la maggior quantità possibile. Nel 2025 i rifiuti generati dagli stabilimenti si sono così ridotti dell’11 per cento, attestandosi a meno di un terzo del parametro nazionale di riferimento.

Le società

Il gruppo conta 1.989 dipendenti e ha il suo baricentro produttivo in Italia, tra Osoppo, Verona e Potenza, ma una presenza commerciale e industriale anche in Germania, Svizzera, Austria, Repubblica Ceca e Slovacchia. In questo articolato scacchiere, Osoppo resta il cuore pulsante della galassia Pittini, la prima fabbrica del gruppo, la più grande, quella che rappresenta il maggior serbatoio occupazionale e che dà il maggior contributo economico ai risultati di gruppo con 1,25 miliardi di ricavi nel 2025, 110,6 milioni di Ebitda e 64,3 milioni di utile.

L’altro grande polo del Nordest è quello delle Acciaierie di Verona, che nel 2025 ha beneficiato anche dell’avvio della gestione in affitto dello stabilimento di Nave, nel Bresciano. I ricavi del sito produttivo scaligero sono saliti dell’11 per cento, a 473,1 milioni di euro, mentre l’Ebitda è più che raddoppiato, passando da 9,6 a 21 milioni. Il risultato netto è tornato positivo, a 223 mila euro, dopo la perdita di 7,9 milioni del 2024.

Per il 2026 il gruppo si attende una crescita ancora moderata della domanda di acciaio, con prospettive più favorevoli per l’anno successivo, sostenute anche dagli investimenti europei in infrastrutture e difesa. In questo scenario, la rotta indicata da Pittini punta su «sostenibilità, innovazione tecnologica ed efficientamento dei processi», insieme al rafforzamento della presenza industriale e commerciale nei mercati strategici.

 

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