I 90 anni di Campagnolo: il re del mondo outdoor

Impresa nata e cresciuta nel Vicentino da una piccola bottega familiare. Tra i passaggi più significativi l’introduzione del pile e la nascita di Cmp. Nel 2024 il fondatore Giorgio è stato nominato Cavaliere del Lavoro da Mattarella

Eva Franceschini

 

Da piccola azienda a conduzione famigliare, alla dimensione internazionale di un brand conosciuto in tutto il mondo. La storia di Fratelli Campagnolo inizia a Bassano del Grappa (Vicenza), nel 1948, e arriva ai giorni nostri con lo sviluppo di un gruppo da 215 milioni di euro di fatturato.

Con sede a Romano d’Ezzelino, sempre nel Vicentino, Fratelli Campagnolo è specializzata nella produzione e commercializzazione di abbigliamento sportivo, tecnico, per il tempo libero e tessile. Nata come piccola bottega nel secondo dopoguerra, oggi è un gruppo internazionale noto soprattutto per il marchio Cmp, famoso per l’outdoor e il trekking. Il fondatore e Cavaliere del Lavoro, Giorgio Campagnolo, ha festeggiato i suoi 90 anni celebrando una storia imprenditoriale oggi punto di riferimento nel settore tessile. Un traguardo che rappresenta una vita dedicata all’attività imprenditoriale, alla famiglia e alle persone, mantenendo sempre un legame profondo con il territorio veneto.

«Ho sempre pensato all’azienda come ad un albero che dovesse crescere», dice Giorgio Campagnolo, oggi simbolo di esperienza per i suoi tre figli Fabio, Michela e Maria Pia, alla guida del gruppo. «La mia preoccupazione è sempre stata quella di occuparmi solo di ciò che rappresenta un problema e di non perdere tempo in cose superficiali. Ho diviso il mio patrimonio in tre parti uguali e le ho cedute ai miei figli. Sono felice di quello che ho costruito e ho fiducia nelle nuove generazioni».

Nel 2024, il gruppo ha registrato un fatturato consolidato di 213,7 milioni di euro, mentre per il 2025 il dato provvisorio si attesta intorno ai 215 milioni. Nato a Bassano del Grappa nel 1936, Giorgio Campagnolo cresce aiutando la madre, Maria Disegna, rimasta vedova con cinque figli, al banco di filati e tessuti del mercato cittadino. A sedici anni, guidato dalla passione per la meccanica, inventa un macchinario capace di produrre migliaia di pon pon al giorno per i berretti. L’intuizione genera i primi ordini importanti e contribuisce allo sviluppo dell’attività familiare.

Nel 1954, apre la Casa della Lana, la bottega di famiglia, mentre nel 1960 l’attività si trasferisce in una sede più ampia a Romano d’Ezzelino. Questo percorso porta, nel 1973, alla nascita di F. lli Campagnolo S. p. A. , che contava già 230 dipendenti. Negli anni successivi l’azienda amplia la produzione, investe progressivamente nell’abbigliamento sportivo e acquisisce una crescente dimensione internazionale. Con determinazione, lungimiranza e una forte capacità di anticipare l’evoluzione del mercato, Giorgio Campagnolo pone le basi del gruppo di oggi.

Tra i passaggi più significativi dello sviluppo aziendale, figurano l’introduzione del pile nei primi anni novanta, l’apertura di stabilimenti produttivi all’estero e, nel 2010, la nascita di Cmp, il marchio dedicato allo sci, all’outdoor e allo sportswear con cui l’azienda realizza circa il 90% del fatturato. Questa vocazione internazionale continua a caratterizzare il gruppo anche oggi: nel 2024, oltre il 58% del fatturato consolidato è stato generato sui mercati esteri, con la Germania come primo Paese di riferimento.

Accanto al percorso imprenditoriale, Giorgio Campagnolo ha portato avanti, nel tempo, un impegno sociale e umanitario caratterizzato da grande riservatezza. Ha sostenuto progetti sanitari, educativi e agricoli in Polonia, Uganda, Zambia e Guinea-Bissau, contribuendo alla realizzazione di centri di accoglienza, scuole, strutture sanitarie e iniziative a favore delle comunità locali. Il suo contributo all’economia e alla società è stato riconosciuto nel 2019 con il Premio Imprenditori per il Bene comune e, nel 2024, con la nomina a Cavaliere del lavoro da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nello stesso anno, inoltre, ha ricevuto dalle autorità della Guinea-Bissau il riconoscimento di “Grande uomo” per il sostegno alla realizzazione di un padiglione diagnostico dotato di apparecchiature mediche avanzate.

 

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