Cosulich resta «sopra le onde»: margini saldi, utile a 20 milioni
Ricavi in riduzione a 1,9 miliardi, l’Ebitda si consolida. Il debito sale a 168,5 milioni per sostenere gli investimenti. Il gruppo punta su nuove navi e acquisizioni selettive

Stare sopra le onde è, per definizione, un esercizio di equilibrio. Il mare vive di moto perpetuo e mantenere la posizione richiede correzioni altrettanto continue. È in questa accezione, più finanziaria che marinaresca, che va letto «Standing Over Waves», il claim scelto da Fratelli Cosulich per raccontare un 2025 chiuso con ricavi in flessione, ma margini sostanzialmente stabili e un aumento del debito legato agli investimenti nella flotta e nelle piattaforme operative.
Il gruppo marittimo con sede a Trieste opera nel bunkeraggio e nella commercializzazione di combustibili navali, nell’armamento e nella gestione delle navi, nelle agenzie marittime, nella logistica e nelle spedizioni internazionali, oltre che nei servizi digitali e nelle forniture industriali. Nel 2025 i ricavi complessivi si sono attestati a 1,897 miliardi, contro i 2,143 miliardi del 2024. L’Ebitda ha tenuto a 58,6 milioni, poco sotto i 59,7 milioni dell’esercizio precedente, l’utile netto è stabile a 20 milioni. Sale invece da 14,8 a 15 milioni la quota di risultato attribuibile agli azionisti di Fratelli Cosulich Spa.
«Alcuni anni procedono in linea retta. Il 2025 no», osserva il presidente Augusto Cosulich nella lettera che apre l’Annual Report. L’esercizio è stato segnato da incertezza economica, geopolitica e operativa e da cambiamenti che, scrive il presidente, «non erano sempre visibili in superficie, ma continuavano a muoversi in profondità». La risposta del gruppo non è stata mantenere salda la rotta. «Abbiamo consolidato. Abbiamo lasciato che quanto costruito negli ultimi anni mettesse radici e cominciasse a produrre risultati».
La contrazione dei ricavi va letta soprattutto alla luce del peso assunto dalla Marine Energy e dal bunker trading, dove il valore delle vendite dipende dai prezzi dei combustibili, dalla volatilità dei mercati e dal cambio euro-dollaro. Il bunker trading ha generato circa 1,382 miliardi, rispetto agli 1,638 miliardi del 2024, ma le tonnellate movimentate sono rimaste sostanzialmente stabili e il margine medio è salito da 5,8 a 5,9 dollari per tonnellata. È dunque la dinamica dei margini, più di quella del fatturato, a misurare la tenuta operativa dell’esercizio. L’incidenza dell’Ebitda sui ricavi è aumentata dal 2,79% al 3,09%, mentre la differenza tra valore e costi della produzione si è ridotta da 34,2 a 31,4 milioni.
«Un fatturato più basso può convivere con margini stabili», sottolinea il direttore finanziario Stefano Abate. «I numeri non parlano mai da soli: richiedono capacità di giudizio, esperienza e responsabilità». Il Cfo affida la lettura dell’esercizio al concetto di misura, intesa non come rinuncia alla crescita ma come condizione per renderla sostenibile: «La misura non è il contrario dell’ambizione. È ciò che permette all’ambizione di durare».
L’altro lato dell’equilibrio è rappresentato dall’indebitamento. La posizione finanziaria netta negativa è aumentata da 130 a 168,5 milioni e il rapporto tra debito netto ed Ebitda è salito da 2,18 a 2,88 volte. «Un aumento temporaneo del debito può essere accettabile quando è legato ad attività, capacità di generare cassa e finalità industriali ben definite» spiega Abate. Le immobilizzazioni materiali hanno raggiunto 263,2 milioni, con 185,5 milioni investiti nelle navi. Le attività in corso di realizzazione sono salite da 15,1 a 22,2 milioni.
Una parte rilevante degli investimenti riguarda il rinnovo della flotta per il trasporto e il bunkeraggio di combustibili alternativi. A dicembre è stata consegnata Maya Cosulich, presentata come la prima chemical bunker tanker IMO II capace di trasportare metanolo e di utilizzarlo come combustibile. Durante l’anno Anna Cosulich è entrata in servizio, Lucia Cosulich è stata varata e la costruzione di Carlotta Cosulich è entrata nella fase operativa. Il programma comprende complessivamente quattro unità gemelle methanol-ready. L’obiettivo indicato nell’Annual Report è tornare ad ampliare la flotta con una o due unità all’anno, ma soltanto in presenza di condizioni coerenti con i criteri fissati dal consiglio: qualità degli asset, leva moderata, solidità delle controparti e gestione interna delle navi.
Alla crescita organica si è affiancata una serie di acquisizioni selettive. Fratelli Cosulich ha rilevato il 50% di Trans Europe Express a Belfast e, attraverso GeneSYS Informatica, il 51% di Navimeteo, società specializzata nelle previsioni meteorologiche per la navigazione. Ha inoltre acquisito la totalità di Argenton & Soci, rafforzato la partecipazione in FemoBunker e costituito Fratelli Cosulich South Korea. Parallelamente il gruppo ha ridotto e razionalizzato il numero delle società operative, riunendo, fra l’altro, le attività di gestione degli equipaggi e formazione nella divisione ship management. «Abbiamo semplificato e reso più chiara la nostra struttura», spiega Augusto Cosulich. «Anche questo rappresenta una spinta alla crescita».
Il perimetro conta oggi 140 società e più di 3 mila addetti considerando controllate e collegate. Fra queste ultime figura Trasteel International, partecipata indirettamente al 36,95% e valutata con il metodo del patrimonio netto: i suoi risultati non confluiscono quindi integralmente nel consolidato di Fratelli Cosulich. Nel 2025 la società siderurgica ha realizzato ricavi per 1,82 miliardi di dollari e un Ebitda di 60,3 milioni.
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