Pensione: l’81% dei veneti preoccupato per il futuro. Fa breccia l’integrativa

I dati della ricerca sulla “Previdenza sostenibile” di Sella Sgr, società di gestione del risparmio. Solo il 12% del campione interpellato conosce bene o abbastanza bene la propria posizione Inps

Nicola Brillo

 

Un territorio attento e maturo sul fronte previdenziale. E con una propensione superiore alla media nazionale nell’adozione di soluzioni integrative. Si presenta così il Nord Est nella ricerca “Previdenza sostenibile” di Sella Sgr, società di gestione del risparmio dell’omonimo gruppo.

Il tema della pensione continua a mettere in apprensione tutti gli italiani, ma in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, c’è una maggiore attenzione. Oltre l’81% dei cittadini del Triveneto si preoccupa infatti per la propria pensione, in linea con il dato nazionale (83%). Tuttavia, la quota di chi ha già attivato soluzioni previdenziali è più elevata: 44% in Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, 43% in Veneto, contro il 40% della media italiana. Anche la conoscenza della propria posizione previdenziale è leggermente superiore: 11-12% contro il 9% nazionale.

Il Nord Est si distingue inoltre per una maggiore propensione nell’adozione di strumenti integrativi: il 50% degli intervistati ha infatti aderito almeno a una soluzione, contro una media italiana del 46%. In Veneto la percentuale sale al 51%, con un’adesione ai fondi pensione chiusi pari al 56% (la Italia è di 52%) e ai fondi aperti fino al 49% (Italia al 44%). Cresce inoltre l’uso di altre forme di risparmio e investimento per integrare la pensione (circa 17-19%, in linea con il dato nazionale). «Il Triveneto risulta essere una delle aree più mature sul fronte della previdenza – spiega Giuseppe Crespi, responsabile Previdenza di Sella Sgr –. La sfida è trasformare questa sensibilità in una partecipazione sempre più attiva, continuando a rafforzare la consapevolezza dei cittadini e favorendo l’accesso a strumenti di pianificazione previdenziale capaci di offrire stabilità e serenità nel lungo periodo. In questo contesto, il nostro ruolo è mettere a disposizione soluzioni chiare e sostenibili, affiancate da una consulenza dedicata, per supportare le persone nelle scelte previdenziali senza rinviare a domani decisioni che richiedono oggi attenzione e consapevolezza».

Accanto ai timori legati alla pensione, emergono quelli legati alla qualità della vita e alla famiglia. Il 52% dei veneti ha paura di non riuscire a dedicare tempo alle cose importanti (dato Italia al 36%). È più alta anche la percentuale delle persone che teme di dover sostenere economicamente la propria famiglia o i genitori anziani: 24% in Veneto contro il 17% della media italiana. Preoccupa invece meno che altrove la capacità di accantonare risparmi per la pensione (36% del Triveneto contro il 40% italiano), segno di una maggiore propensione ad agire. La ricerca è stata realizzata in collaborazione con Research Dogma e ha coinvolto 2 mila italiani tra i 25 e i 65 anni. L’età media è di 47 anni, il 54% ha un livello d’istruzione medio, metà lavora come dipendente, il 12% è autonomo e circa un quarto non è attualmente occupato. Il reddito medio mensile individuale è di circa 2 mila euro, con un risparmio annuo medio di 3.700 euro. Il 65% è economicamente autosufficiente, il 35% dipende in qualche misura da familiari, fra questi circa 1 su 3 dipende completamente dal sostegno familiare. Il campione include anche una quota di popolazione d’origine straniera (7%).

In Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige infine si parla di previdenza più che nel resto d’Italia: il 43% ha affrontato il tema con qualcuno (Italia 35%), soprattutto con la propria banca, l’assicurazione o il proprio consulente finanziario. L’interesse per una consulenza personalizzata resta elevato: il 68% la considera utile, in linea con il dato nazionale. La strada da fare però è ancora molta rispetto al resto del mondo in tema di consapevolezza previdenziale. Il Global Pension Index 2025 del Mercer Cfa Institute ci pone nel gruppo di coda nel Vecchio continente, dove siamo terzultimi, e globalmente, dove ci fermiamo al 37esimo posto su 52. In testa si conferma la previdenza sociale di Paesi come Olanda, Islanda e Danimarca, che ottengono il rating massimo, mentre a stretto giro li seguono Singapore e Israele. —

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