Pasqua, l’export vola: la quota ormai supera il 90 per cento
L’amministratore delegato: «Negli ultimi otto anni abbiamo raddoppiato il fatturato, passando da 30 ad oltre 60 milioni, lanciato dieci nuovi vini e consolidato la nostra presenza nel settore premium in 72 mercati nel mondo»

Pasqua cresce nel mondo e si avvicina alla data del centenario (2025) in salute, con una quota di export pari a circa il 90% e con gli Stati Uniti come primo mercato. “Negli ultimi otto anni – racconta orgoglioso l’AD Riccardo Pasqua – abbiamo raddoppiato il fatturato, passando da 30 ad oltre 60 milioni, lanciato dieci nuovi vini, attratto talenti a Verona e consolidato la nostra presenza nel settore premium in 72 mercati nel mondo”.
Quasi 13 milioni di bottiglie vendute, tutte frutto di vigneti di proprietà nella provincia di Verona, in un arco territoriale che va dal Lago di Garda a Soave, 322 ettari in grado di assicurare una produzione variegata che va dai classici rossi veronesi ad un sorprendente – anche per risultati commerciali – rosé, fino ai freschi e giovani bianchi. Il giro d’affari 2023 vede in testa gli Stati Uniti con circa 18 milioni, poi all’interno del vasto mercato europeo che vale circa 30 milioni spiccano in particolare le performance di Gran Bretagna e Benelux, mentre l’Italia pesa per circa 7 milioni e più o meno altrettanto i mercati asiatici. Stati Uniti e Cina sono i mercati più grandi e di prospettiva.
“Negli USA abbiamo una società – spiega Riccardo – Pasqua USA LLC, di cui è Presidente mio fratello Alessandro, che la dirige a New York. Presidia uno dei mercati più strategici per noi, con dieci dipendenti e tanta attenzione all’innovazione, fondamentale per noi che ci definiamo “house of the unconventional”. In Cina invece abbiamo fondato Pasqua Asia Ltd, con base a Dalian ed una seconda sede a Shenzen. Riteniamo il mercato cinese una realtà di grande sviluppo a lungo termine, anche perché qui deve ancora crescere una cultura del vino, per ora legata più agli eventi privati ed allo scambio di doni”.
Soddisfazioni, come si diceva, dalla Gran Bretagna, con crescita a doppia cifra, nonostante la Brexit e l’imposizione di dazi doganali, trainata anche dal successo del “corner” che Pasqua ha aperto da Harrods, che sta avendo grande successo e sarà foriero di nuovi sviluppi commerciali.
“Ma è strepitosa anche la crescita in Benelux – afferma Pasqua – che in un anno di consolidamento, dopo i problemi determinati dalla pandemia, si contraddistingue come un mercato molto ricettivo alle novità proposte da noi”.
In un ideale podio dei vini “bestseller” di Pasqua a livello globale al primo posto si piazza “PassioneSentimento”, la linea dei vini ottenuti con il metodo dell’appassimento che Pasqua dedica alla leggenda di Romeo e Giulietta, un successo da due milioni di bottiglie; medaglia d’argento per “11 Minutes”, prima etichetta del progetto di reinterpretazione del rosé firmato Pasqua, lanciata con successo nel 2016, tanto che oggi il rosé vale il 15% del fatturato del Gruppo; al terzo posto la linea classica “Famiglia Pasqua” che comprende le bottiglie più pregiate, dall’Amarone al Ripasso fino al Prosecco DOC. Della linea fa parte anche il biologico Amarone Cascina San Vincenzo, monovitigno DOCG. Merita una citazione l’azienda agricola Cecilia Beretta, marchio della famiglia Pasqua che propone alcuni dei vini più rappresentativi, grazie all’intervento della famosa enologa Graziana Grassini ed alla gestione manageriale di Cecilia Pasqua, cugina di Riccardo.
Cecilia Beretta rappresenta il 10% del fatturato di Pasqua, Gruppo di cui è presidente Umberto Pasqua, esponente della seconda generazione della famiglia, membro del Consiglio di Federvini e delegato della sezione Alimentare del Consiglio di Confindustria Verona.
Pasqua punta tutto sull’innovazione, in cantina e nel marketing, con vini più “agili” per attrarre un pubblico giovane altrimenti sedotto dalle “sirene” dei superalcolici. Ha investito nell’ultimo biennio dieci milioni in magazzini e tecnologia, tanto da disporre oggi di una linea – nello stabilimento di San Felice a Verona – in grado di produrre 14mila bottiglie all’ora. Il management ed i cento collaboratori del Gruppo aspettano confidenti il possibile prossimo arrivo del riconoscimento internazionale di “Innovator of the year” da parte della rivista “Wine Enthusiast”.
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