Ovs cresce più del mercato: ricavi a quota 877 milioni
La spinta arriva dall’abbigliamento donna e dalla strategia dei marchi: senza Goldenpoint l’Ebitda cresce del 17,5% e il margine sale al 13,8%. L’indebitamento scende di oltre 53 milioni, l’utile rettificato sale a 49 milioni

Ovs corre più del mercato e chiude il primo semestre del 2026 con vendite nette per 877,4 milioni di euro, in aumento del 10,7%. L’Ebitda rettificato sale del 12,3% a 114,3 milioni, mentre l’utile netto rettificato raggiunge 49,1 milioni (+7,7%).
L’elemento cardine di una crescita che viene confermata dal gruppo guidato da Stefano Beraldo, trimestre dopo trimestre, è la donna. Un segmento che resta il più importante del comparto abbigliamento, ma che per Ovs andava conquistato scontrandosi con insegne che avevano un miglior posizionamento. Oggi quella storia è cambiata e i numeri lo confermano. «Noi non eravamo abbastanza forti nella donna - ammette Beraldo - oggi non è più così».
L’accelerazione dei conti è da imputare anche dalla piattaforma di marchi immaginata da Beraldo e dalla sua squadra, accanto al mix dei ricavi che comprende underwear e beauty. «La strategia dei marchi è il lavoro che stiamo portando avanti ormai da cinque anni, prima con Piombo, poi con Altavia e Utopja. Il cliente non entra più soltanto in uno spazio fisico per cercare un prodotto: vuole trovare delle storie, delle proposte di stile in cui riconoscersi. Con marchi che hanno esperienze e posizionamenti diversi possiamo parlare a gruppi di clienti differenti, anche per età. Abbiamo lavorato sull’originalità, sulla realizzazione dei prodotti e sulla comunicazione. Il cliente si aspetta di trovare qualcosa di particolare da Ovs» spiega.
«Nel primo semestre 2026 sono cresciuti tutti i brand, grazie soprattutto all’aumento delle vendite a parità di perimetro; il gruppo infatti continua a sovraperformare il mercato dell’abbigliamento», osserva Beraldo. Che rivendica lo sviluppo organico di ricavi e redditività. «Crescere con le acquisizioni può sembrare facile, noi sappiamo crescere a parità di perimetro e anche valorizzare le nostre acquisizioni». Un esempio è l’underwear. L’ingresso di Goldenpoint incide sul confronto con il 2025, ma anche escludendo la catena acquisita i ricavi avanzano del 6,1%, contro l’1,5% registrato dal mercato di riferimento.
La differenza si vede soprattutto nella redditività delle attività già presenti nel gruppo: senza Goldenpoint, l’Ebitda passa da 97,1 a 114,1 milioni (+17,5%) e il margine sulle vendite sale dal 12,5% al 13,8%. Beraldo attribuisce il miglioramento «al significativo incremento del margine commerciale ed al costante controllo di tutti i costi». Sul perimetro consolidato il margine Ebitda si attesta invece al 13%, dal 12,8% di un anno prima. Le vendite di OVS e Upim crescono entrambe del 6,1%. Stefanel segna un aumento del 31%, che diventa l’11% a parità di superficie.
La crescita dell’offerta femminile passa anche dal beauty. «Nel beauty dobbiamo continuare a fare gli editor: cercare prodotti che i clienti non trovino facilmente altrove», dice Beraldo, citando il make-up e la cosmetica coreana, dalle maschere agli altri prodotti K-beauty. Lo sviluppo riguarda anche i negozi Shaka. L’Ebitda dell’insegna OVS raggiunge 93 milioni (+15,1%), quello di Upim 22,8 milioni (+20,5%).
Goldenpoint, entrata nel consolidamento nel luglio 2025, realizza vendite per 52,1 milioni, circa l’11% in più. L’indebitamento netto rettificato scende a 240,1 milioni dai 293,6 milioni del 31 luglio 2025. Il semestre ha assorbito 50,2 milioni di cassa, al netto di acquisizioni, dividendi e acquisti di azioni proprie: 15,3 milioni in meno rispetto a un anno fa. Il gruppo ha distribuito 33,9 milioni di dividendi e destinato 10,2 milioni al riacquisto di azioni.
Per la seconda metà dell’esercizio OVS segnala una buona accoglienza delle collezioni autunnali e conferma l’attesa di una generazione di cassa superiore ai 90 milioni del 2025. Intanto Ovs guarda oltre il mercato italiano: il 3 settembre ha aperto al Dubai Mall il suo più grande negozio al mondo, con circa 2.500 metri quadrati di superficie di vendita. «I primi risultati di vendita sono molto buoni», chiude Beraldo.
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