Oniverse controcorrente: cresce con intimo e moda e fa decollare Signorvino
Per il gruppo fondato da Sandro Veronesi ricavi 2024 di 3,52 miliardi in accelerazione del 13,5%
grazie a marchi come Intimissimi (ora Iuman), Calzedonia, Tezenis, Falconeri e Antonio Marras

Oniverse cresce controcorrente. In un settore, quello della moda, che mostra molte delle sue fragilità, anche a Nord Est, non tutte le imprese si adeguano a un trend di flessione dei fatturati che sembra non vedere uno spiraglio di luce all’orizzonte.
Nel giugno scorso il monitor Altagamma-Bain, presentato a Milano e relativo al 2024, ha certificato la prima battuta d’arresto (-1% delle vendite a quota 364 miliardi di euro) in 15 anni per quella che in molti avevano ritenuto la gallina dalle uova d’oro della finanza globale, il settore del lusso.
Anche a livello locale, la stessa Confindustria Veneto Est aveva certificato, nei primi 6 mesi del 2024 una flessione dell’export del 7,6% per il settore tessile, abbigliamento, calzature e pelletteria (accessori esclusi).
Un settore comunque strategico per il territorio da cui arrivavano ricavi dall’estero, nel solo primo semestre 2024, per ben 5,5 miliardi di euro. E se in molti si auguravano una ripresa, dapprima indicata per la seconda parte del 2024 e poi nel 2025, i dati del monitor Altagamma-Bain sembrano deludere le aspettative indicando per la fine del 2025 una flessione ulteriore delle vendite tra il 2 e il 5% a livello globale.
Mentre Benetton Group procede in una riorganizzazione strategica e imprese che sono marchi storici della moda e della calzatura made in Veneto come Geox continuano a perdere terreno in termini di ricavi (nel primo semestre 2025 si è registrata una flessione ulteriore del 4,7% dopo un 2024 chiuso con ricavi a -7,8%), il gruppo Oniverse, il contenitore di marchi storici della moda e dell’intimo globali come Intimissimi, Calzedonia, Tezenis ma anche Falconeri e Antonio Marras per citarne solo alcuni, nel 2024 ha registrato ricavi consolidati di gruppo per 3,52 miliardi di euro con una crescita del 13,5% rispetto al 2023 e sostanzialmente duplicando il proprio giro d’affari rispetto solo a dieci anni prima: un 2014 in cui il gruppo (allora Calzedonia) fatturava 1,84 miliardi di euro.
Nato nel 1986 dall’ingegno dell’attuale presidente e amministratore delegato Sandro Veronesi, Oniverse attualmente è forte di un sistema di insediamenti produttivi davvero globale dove oltre all’Italia compaiono lo Sri Lanka, la Croazia, la Bulgaria, la Serbia, la Bosnia, la Tunisia e l’Etiopia e di una rete di punti vendita, diretti o in franchising, di ben 5.732 unità (secondo i dati a bilancio 2024) distribuiti in 57 Paesi del mondo.
Una rete su cui l’azienda ha deciso di continuare ad investire anche in un anno, quello appena passato, per nulla facile per il settore. Solo tra 2023 e 2024 la crescita dei punti vendita nel mondo è stata di 88 unità, ed ha riguardato tutti i grandi marchi del settore tessile di proprietà di Oniverse fatta eccezione per Calzedonia che ha visto una flessione globale di 15 punti vendita su un totale di 2.233 e i 2 di Atelier Emé.
Per contro Intimissimi Uomo, protagonista nel frattempo di un rebranding che ha trasformato il consolidato marchio nel nuovo “Iuman”, ha registrato una crescita di ben 48 punti vendita in un solo anno (35 dei quali all’estero). Anche Intimissimi ha visto un saldo positivo dei punti vendita per 18 unità (22 aperture nel mondo e 4 chiusure in Italia).
Una politica di investimenti significativa per il gruppo che l’anno scorso aveva messo sul piatto dello sviluppo complessivamente più di 280 milioni (ripartiti in tutti gli ambiti di attività). Una cifra importante ma che comunque registra un calo rispetto ai 563 milioni di euro di investimenti di un esercizio 2023 durante il quale era stata acquisita una quota dell’88% nel cantiere nautico Cantiere del Pardo.
E se, anche a guardare la performance dei ricavi per settore di attività, il ramo tessile è quello più consistente (porta 3,29 miliardi di euro in dotazione al gruppo con una crescita di quasi il 10% rispetto ai 3,0 miliardi del 2023), non vanno male neppure le diversificazioni del colosso veronese.
Nel settore nautico i ricavi messi a bilancio nel 2024, principalmente dal Cantiere del Pardo, valgono 143,5 milioni (meno dei 180 milioni registrati nel 2023, esercizio in cui era stata però di competenza del gruppo solo per poche settimane) mentre il settore enogastronomico, dove a farla da padrone è la controllata Signorvino, segna una crescita importante che porta i ricavi a 75,3 milioni rispetto ai 65,5 milioni di dodici mesi prima. Proprio Signorvino, a Udine, sarà presto protagonista del rilancio dello storico Caffè Contarena di piazza della Libertà, che sarà gestito dalla società del gruppo Oniverse per i prossimi nove anni.
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