Morto Tommasi di Vignano, per 20 anni alla guida di Hera
È scomparso a 79 anni. Tre anni fa l’addio alla presidenza del gruppo delle multiutilities quotato in Borsa

Poco più di tre anni fa si era chiuso il suo regno ventennale alla presidenza di Hera, la multiutility emiliano-romagnola che controlla la nordestina AcegasApsAmga. Tomaso Tommasi di Vignano, morto la scorsa notte a Roma a 79 anni, è stato un importante manager pubblico che ha attraversato almeno due stagioni importanti.
La prima all’epoca delle privatizzazioni che negli anni Novanta chiusero il capitolo dell’Iri e dell’impresa pubblica telefonica. La seconda a Nordest come amministratore delegato del gruppo Hera e artefice del percorso di consolidamento e integrazione delle multiutility che portò alla nascita di AcegasApsAmga, fornitore di acqua, luce ed energia nei territori di Padova, Udine e Trieste.
Nato a Brescia nel 1947 e laureato in Giurisprudenza a Padova, Tommasi di Vignano aveva alle spalle una lunga carriera ai vertici dei grandi gruppi italiani di telecomunicazioni. Dirigente del gruppo Sip e poi Iritel, nel 1997 fu nominato Ad di Telecom Italia dall’allora ministro del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi.
Tommasi guidò la complessa operazione di privatizzazione della holding e il processo di fusione con Stet. La sua esperienza al vertice, tuttavia, durò appena un anno nella tormentata stagione in cui il governo disse addio ai telefoni di Stato: nel 1998 Tommasi fu costretto a lasciare l’incarico con l’arrivo di Gianmario Rossignolo, presidente di Zanussi Electrolux e figura di primo piano dell’impero industriale della famiglia svedese Wallenberg.
Nel 1999 si aprì un nuovo capitolo per il manager, che approdò a Trieste con la nomina ad amministratore delegato di Acegas, che portò in Borsa nel 2001 con l’ingresso nell’azionariato di un parterre de roi di soci privati di minoranza come Benetton, Allianz, Generali. Lasciò poi la guida dell’ex municipalizzata giuliana nel 2002 per assumere la presidenza di Hera. Fu il regista dello sviluppo industriale del gruppo: nel giugno del 2003, gestì la quotazione in Borsa di Hera, un passaggio cruciale che trasformò l’azienda in una delle principali multiutility del panorama nazionale.
L’arrivo del mercato e della concorrenza mitigò i prezzi e creò nuovi bacini di utenza. Il passaggio decisivo avvenne nel 2012 con l’ingresso della triestina Acegas nel gruppo Hera.
Non fu una transizione indolore per la storica municipalizzata, costretta a perdere un pezzo della sua “triestinità” e ad abbandonare Piazza Affari dopo il successo dell’Opa emiliano-romagnola che conquistò sei posti in consiglio d’amministrazione. Tommasi di Vignano venne ben accolto a Trieste anche perché riuscì a comprendere molto bene le sensibilità di una città ex Iri che aveva sofferto molto la fine dell’industria di Stato.
Nel 2014 fu l’artefice di un altro processo di fusione con la nascita di AcegasApsAmga, la più grande multiutility del Nordest, che prese forma il primo luglio con l’ingresso nel gruppo di Amga di Udine, a fianco di Acegas (Trieste) e Aps (Padova), già parte di Hera dal 2013. Sotto la sua gestione prese vita EstEnergy, che divenne rapidamente il primo operatore di vendita di energia del Nordest, con sede a Trieste. Tra il 2014 e il 2023 il gruppo investì nel Triveneto 730 milioni in creazione di valore.
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