Negozi di vicinato in crisi: perse 1.714 imprese in Fvg
I dati di Confesercenti fotografano una situazione di forte sofferenza. Cala anche l’occupazione complessiva del settore, unica regione del Nordest. La ricchezza sottratta al territorio ammonta a oltre 257 milioni di euro

Soffrono i negozi di vicinato. E, in un contesto di contrazione del settore, il Friuli Venezia Giulia fa peggio delle altre regioni del Nordest. A certificarlo è un’indagine di Confesercenti. A livello regionale, tra il 2019 e il 2025 il Friuli Venezia Giulia ha perso 1.714 imprese del commercio al dettaglio, pari al 15,4% del totale, per una stima di 257,1 milioni di euro di ricchezza sottratta ai territori. È l’unica regione del Nordest che, oltre a chiudere negozi, perde anche occupazione complessiva nel settore: gli addetti calano del 15,8%, pari a 4.607 posti di lavoro in meno. Il confronto con Veneto e Trentino Alto Adige evidenzia anche una differenza strutturale: pur registrando anche queste regioni migliaia di chiusure (-16,1% e -9,6%), qui l’occupazione cresce grazie all’espansione della grande distribuzione organizzata, con un aumento degli addetti dipendenti del 16,4% in Veneto e del 27,9% in Trentino Alto Adige.
In Friuli Venezia Giulia questo riposizionamento non si è verificato con la stessa intensità. In tutte e tre le regioni si riduce invece, in modo omogeneo, la componente degli addetti indipendenti, ovvero i classici negozianti con una piccola attività in città o nei paesi, confermando che la scomparsa dell’impresa individuale è un fenomeno strutturale comune a tutta la macroarea. «I numeri confermano quello che i nostri associati vivono ogni giorno sulla propria pelle: chiudono le saracinesche, e a differenza delle regioni confinanti da noi non nascono abbastanza posti di lavoro a compensare. Non è più una “percezione”: è un problema misurabile che riguarda l’occupazione, i centri storici, la sicurezza, la coesione sociale delle nostre città», commenta Francesco Snidero, presidente regionale e della provincia di Udine dell’associazione di categoria. Per sensibilizzare la popolazione sul tema, oggi nella sede di Confesercenti Udine, in via Tricesimo, sarà avviata una raccolta di firme con l’obiettivo di portare nelle sedi legislative la proposta di legge sulla rigenerazione urbana dei servizi di prossimità.
La situazione è particolarmente impattante in provincia di Udine che, in valore assoluto, registra la contrazione più significativa dei negozi di vicinato. Negli ultimi sei anni il territorio infatti ha perso quasi 800 imprese, con una ricaduta economica stimata in oltre 120 milioni di euro. Un fenomeno che incide sulla vitalità dei centri urbani e dei quartieri, pur in presenza di una tenuta, e in alcuni casi di una crescita, dell’occupazione dipendente. Nel solo capoluogo le imprese scendono da 1.187 a 987 (-16,8%), per una stima di 30 milioni di euro di ricchezza persa.
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