Missione di Vinitaly in Cina: «Mercato che si sta aprendo»
Una cinquantina le cantine presenti, anche dal Veneto, a Shenzhen. Zoppas (Ita-Italian trade agency): dobbiamo intensificare la nostra presenza

La missione «Un mercato che si sta aprendo». Il vino italiano prova ancora una volta ad aprire una breccia in Cina, dopo che i tentativi degli ultimi anni hanno avuto fortune alterne.
La missione di Vinitaly alla quarta edizione di “Wine To Asia”, manifestazione realizzata da Veronafiere Asia Ltd che si svolge al Futian center di Shenzhen, guarda ai mercati emergenti dell’area, non solo Cina ma anche Sud Est asiatico, come leva strategica per la crescita internazionale del settore wine&spirits e dell’olio extravergine di oliva. Sono oltre 400 gli espositori presenti, provenienti da più di 20 Paesi.
La delegazione italiana, composta da 50 aziende di Veneto, Piemonte, Toscana e Puglia è promossa in collaborazione con Ita-Italian trade agency. Saranno circa 15.000 gli operatori professionali da Singapore, Thailandia, Corea del Sud, Vietnam, Indonesia, Taiwan e dall’area di Hong Kong e Macao, grazie a una mirata campagna di incoming specificamente rivolta a buyer, operatori Horeca e ai principali importatori dell’area asiatica come Zefiro, Kc, All in Wine, Gvs, Globally e Green Magnolia.
Secondo le analisi dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly, i buyer asiatici dovrebbero tornare ad acquistare in Italia, con un aumento previsto degli ordini di vino dello 0,5% annuo da qui al 2029. Un incremento forse non così rilevante, ma comunque indice di un’inversione di tendenza e foriero di ulteriori slanci positivi. «Wine To Asia rappresenta il punto di riferimento per il mercato cinese e dei principali paesi del Sud Est asiatico, aree decisive per le prospettive di crescita del vino made in Italy.
La manifestazione rientra nel programma internazionale sviluppato da Veronafiere con il brand Vinitaly, per rafforzare il posizionamento delle imprese italiane sui mercati esteri, creare nuove opportunità commerciali e consolidare le relazioni con buyer e operatori qualificati», ha sottolineato il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo. Wine to Asia, avamposto di Vinitaly in questo mercato, si presenta con un format dinamico e contemporaneo che spazia dal vino agli spirits, dai NoLo alla mixology, affiancando al business un palinsesto di eventi e ospiti internazionali. A Shenzhen focus anche sull’olio extravergine di oliva con Sol Expo Asia.
«La Cina è un mercato strategico, perché si sta aprendo sempre di più e una quota crescente della sua enorme popolazione dispone attualmente di una capacità di spesa adeguata all’acquisto dei nostri prodotti. Dobbiamo quindi anticipare questa fase ed essere più presenti. Wine to Asia rappresenta un contesto dal potenziale enorme: proprio per questo abbiamo raddoppiato rispetto allo scorso anno la presenza delle aziende nella collettiva Ita. La cucina italiana è un asset fondamentale, recentemente riconosciuta Patrimonio immateriale dell’Umanità dall’Unesco, e può essere un veicolo decisivo per far conoscere il vino italiano ai consumatori locali attraverso la nostra ristorazione all’estero. Allo stesso tempo, è importante lavorare sugli abbinamenti con le cucine locali. Dobbiamo promuovere la cultura delle nostre etichette, perché anche le altre tradizioni gastronomiche, con accostamenti specifici, stanno iniziando ad accogliere sempre di più il prodotto italiano, non solo il vino, nei propri abbinamenti», ha dichiarato il presidente di Ita (Italian trade agency) Matteo Zoppas.
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