Metinvest e Danieli, conti 2025 in miglioramento e focus su Piombino

I due gruppi sono partner nel progetto Metinvest Adria. La società ucraina riduce il debito, mentre il gruppo friulano cresce su utili e marginalità

La redazione

Metinvest e Danieli, partner industriali nel progetto Metinvest Adria per la realizzazione del nuovo impianto siderurgico green di Piombino, hanno presentato i rispettivi risultati economico-finanziari relativi al 2025. «I dati - spiega una nota congiunta - confermano la solidità dei due gruppi e la loro capacità di continuare a investire nello sviluppo industriale e nella transizione verso una siderurgia sempre più sostenibile».

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Un rafforzamento confermato anche dall’annuncio diffuso da Metinvest B.V. di aver rimborsato nei tempi previsti e per intero, il capitale residuo delle obbligazioni senior con scadenza 2026. Con quest’ultimo rimborso Metinvest ha estinto tre distinte serie di obbligazioni, con pagamenti cumulativi relativi a tali strumenti che superano 1 miliardo di dollari.

Metinvest ha chiuso il 2025 con ricavi per 7,24 miliardi di dollari, mentre l’Ebitda si è attestato a 765 milioni di dollari, con una marginalità dell’11%.

Determinante il contributo del segmento metallurgico, che ha generato ricavi per 5,1 miliardi di dollari (+6%) ed Ebitda in crescita del 51%, grazie a maggiori efficienze e migliori margini. Più debole invece il segmento minerario, condizionato dalla sospensione della produzione di carbone da coke in Ucraina.

Prosegue anche il deleveraging: il debito totale è sceso di 264 milioni a 1,44 miliardi di dollari Dopo il rimborso del bond da 300 milioni di euro in scadenza nel 2025. A questo si aggiunge un ulteriore riduzione di dell’indebitamento con la restituzione del capitale in scadenza ad aprile 2026.

Per Danieli la prima metà dell’anno fiscale 2025/2026 si è chiusa con un miglioramento della redditività e della posizione finanziaria, nonostante ricavi in calo del 16% a 1,69 miliardi di euro. La flessione dei volumi è stata compensata da un mix di prodotti a maggiore marginalità, soprattutto nel business Plant Making.

L’Ebitda è salito del 17% a 191,2 milioni di euro, mentre il risultato operativo è cresciuto del 21% a 131,5 milioni. L’utile netto attribuibile al Gruppo ha raggiunto 130,9 milioni di euro, in aumento del 5% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente.

Il segmento Plant Making si conferma il principale motore della crescita, con 1,25 miliardi di ricavi e 176,4 milioni di Ebitda. In miglioramento anche Steel Making, con Ebitda positivo per 14,8 milioni.

La posizione finanziaria netta rettificata sale a 929 milioni di euro e il portafoglio ordini raggiunge il record di 5,97 miliardi, sostenuto dalla domanda di impianti per l’acciaio green.

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