Tecnologia, cresce il gap per le Pmi venete
Lo studio di Banca Ifis «Resta il divario sugli investimenti in intelligenza artificiale e Cloud»

Imprese interconnesse tra loro, in grado di dar vita a filiere produttive di qualità nel campo del Made in Italy e di attirare una forte domanda dall’estero. Gli investimenti tecnologici sono invece inferiori rispetto alla media nazionale. Il Veneto genera il 9% dell’intero Pil nazionale e contribuisce per il 13% all’export italiano. Banca Ifis ha realizzato lo studio «Market Watch Pmi» sulle principali dinamiche di sviluppo. Il tasso medio annuo 2023-25 dei ricavi delle aziende della regione segna però -1,4%, mentre la redditività è in calo del 4,4%. Numeri peggiori della media nazionale (-0,9% e -2,6%). Intanto nel 2026 si sta delineando uno scenario di crescita selettiva: resistono alcuni comparti (agroalimentare, logistica, chimica e farmaceutica), mentre segnano una debolezza ciclica più ampia (real estate, automotive e moda). Lo studio segnala inoltre come oltre il 58% delle Pmi venete sia attivo sui mercati esteri, con una propensione significativamente superiore alla media nazionale (+13%). Questo percorso di apertura prosegue anche nel 2026, coinvolgendo aziende già esportatrici e quelle che si affacciano per la prima volta oltreconfine.
«Il Veneto ha un tessuto produttivo estremamente sviluppato, con imprese orientate all’export anche in caso di dimensione media o piccola», spiega Marco Agosto, Chief Marketing & Business Strategy Officer Banca Ifis, «si tratta di aziende che, nonostante il contesto economico complesso, mostrano una buona tenuta strutturale, in particolare sul fronte della redditività. L’economia regionale è sopra la media nazionale in quasi tutti i principali indicatori produttivi, ma evidenzia un gap sul fronte degli investimenti in tecnologia e AI». Sul piano degli investimenti tecnologici il quadro resta infatti articolato. Le aziende della regione partono da livelli di adozione inferiori rispetto alla media nazionale: il Cloud coinvolge circa il 63% delle imprese, contro il 75% a livello italiano. Nel 2026 gli investimenti delle Pmi venete sono in aumento in generale del 11%, mentre quelli in efficientamento energetico interessano l’84% delle imprese. Le aziende venete operative o in avvio con software di Ia sono circa uno su due. La quota di Merger & Acquisition annunciata in Italia, vedono interessate il 14% delle imprese venete. La provincia di Padova conta 73.400 aziende (pari al 20% del totale regionale) e genera ricavi complessivi per 80,8 miliardi (19% del totale veneto). Nella Marca operano 67.900 aziende (19% del totale regionale), che generano ricavi complessivi per 74,6 miliardi (17% del totale veneto). La provincia di Venezia conta 59.500 aziende attive (16% del totale regionale) e genera ricavi per 53,5 miliardi.
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