I 50 anni di attività del Consorzio Doc Aquileia

Una realtà vitivinicola di grande importanza nel contesto regionale con i suoi due milioni di bottiglie prodotte, 20 cantine e 450 ettari vitati, nella pianura che va da Palmanova fino alla laguna di Grado

Maurizio Cescon
I viticoltori della Doc Aquileia premiati con i sigilli d'oro e d'argento
I viticoltori della Doc Aquileia premiati con i sigilli d'oro e d'argento

Due milioni di bottiglie prodotte, vendite per l’80% in ambito nazionale, soprattutto nella ristorazione, 450 ettari vitati e 20 cantine.

Sono i numeri principali del Consorzio Doc Friuli Aquileia che celebra i 50 anni dalla costituzione.

Ma in realtà in questo lembo di terra di pianura, che da Palmanova si estende fino alla laguna di Grado, le prime tracce di viticoltura risalgono al tempo dei romani, oltre 2 mila anni fa.

Ed è proprio questo il valore aggiunto e unico della Doc Aquileia: il racconto di una storia affascinante, che affonda le origini nell’antichità.

Ieri, nel giardino della tenuta di Molin di Ponte, che fa parte dell’azienda Ca’ Bolani, si è svolta la conferenza stampa di presentazione degli eventi legati all’importante ricorrenza.

«Il Consorzio ha un’identità e una visibilità proprio grazie alla storia della città di Aquileia», ha detto introducendo i lavori il condirettore de Il Piccolo Alberto Bollis, «e qui si producono vini di grande qualità».

Il presidente del Consorzio, Roberto Marcolini, ha ripercorso le tappe che dal 1976 hanno portato generazioni di vignaioli fino ai risultati attuali.

«Abbiamo intrapreso un percorso di condivisione, impegno e collaborazione tra le aziende», ha detto il presidente, «qui la cultura del vino ha radici profonde. Il 1976 fu l’anno del terremoto, un anno di dignità, coraggio e ricostruzione. In quel momento gli imprenditori del vino di Aquileia si unirono, con una capacità di reagire alle difficoltà senza perdere fiducia nel futuro. Quella di costituire il Consorzio fu una scelta coraggiosa e lungimirante, perché consentì di dare valore alle produzioni. Oggi stiamo assistendo a cambiamenti profondi, evoluzioni di mercato, innovazioni tecnologiche, gusti dei consumatori, clima che cambia. Dovremo avere la capacità di trasformarci, senza perdere l’identità. Le sfide che abbiamo davanti si affrontano insieme».

L’assessore regionale alle Politiche agricole Stefano Zannier ha portato il saluto dell’amministrazione regionale. «Nel nostro sistema vitivinicolo ogni territorio e ogni Doc rappresentano un elemento essenziale dell’immagine complessiva del Friuli Venezia Giulia», ha detto, «sono proprio i particolari a costruire il valore dell’insieme e a rendere unica la nostra proposta sui mercati internazionali».

Nel corso delle celebrazioni è stata presentata la Selezione del vino Doc Aquileia 2026, fotografia qualitativa della denominazione e del lavoro delle aziende.

I sigilli d’oro sono stati assegnati a: Cantine Rigonat (Pinot Grigio 2025), Tarlao (Pinot Bianco “Poc ma bon” 2025), Ca’ Bolani (Malvasia 2025), Mulino delle Tolle (Malvasia 2024), Vini Brojli (Riesling “Campo di Fiori” 2023), Vini Puntin (Malvasia Bio 2025), Valpanera (Rosso riserva “Alma” 2021), Vini Puntin (Rosso Bio “Cantius Rosso” 2024), Tarlao (Refosco dal Peduncolo rosso “Mosaic Ros” 2022), Valpanera (Refosco dal Peduncolo rosso superiore 2022). I sigilli d’argento a: Agrivinum (Bianco “Nodoi” 2024), La Corta (Sauvignon 2024), Donda Giovanni (Sauvignon 2024), Barone Ritter de Záhony (Merlot “Manfredo” 2022), La Rosta (Refosco dal Peduncolo rosso 2023). A Vini Brojli il riconoscimento speciale “Marco Gottardo”.

Tra le iniziative del cinquantenario, il progetto letterario “Il Mosaico del Tempo”, che raccoglie racconti e memorie legate al territorio e alla cultura del vino come opera collettiva della comunità.

 

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