Lattebusche con Okura, il Piave guarda ad Oriente
Intesa in esclusiva con il gruppo giapponese: 3.000 forme il primo anno

Il formaggio Piave di Lattebusche sbarca in Giappone. Ieri a Sommacampagna, nella sede di Caseifici GranTerre, di cui la cooperativa bellunese è socia ed a cui si affida per l'export dei propri formaggi, si è tenuta la firma dell'accordo in esclusiva fra il presidente della Okura Food Sales Co., Ltd di Tokio, Seiichi Aoto, e il Direttore generale di Caseifici Granterre, Luca Cacitti.
Il protocollo prevede l'acquisizione da parte della controparte giapponese di 3.000 forme di Piave per il primo anno, ed a seguire 6.000 e 12.000 forme per gli anni successivi.
Lattebusche ha prodotto nel 2025 oltre 316.307 forme, di cui quasi un 15% venduto all'estero; sul fatturato record di Lattebusche, che ha superato i 164 milioni di euro, lo scorso anno la vendita del Piave ha garantito più di 18 milioni di euro.
E l'obiettivo è quello di crescere ancora individuando nuovi mercati come quello giapponese. «Un accordo importante – ha sostenuto Luca Cacitti – perché il Piave è uno dei formaggi Dop italiani più importanti e segue la strada già tracciata in Giappone da Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Pecorino romano. Un accordo reso possibile dalla collaborazione e il supporto del Consorzio di Tutela del Piave. E ora siamo tutti molto impegnati su questo progetto. Il team di Okura, infatti, ci ha dimostrato la forte convinzione che il mercato giapponese saprà apprezzare questo prodotto, la sua originalità e la sua genuinità, che derivano dalla zona dolomitica in cui è prodotto».
«Il nostro obiettivo aziendale – ha poi detto il presidente Seiichi Aoto – è quello di vendere i prodotti italiani di qualità; e il Piave ci è piaciuto molto non appena l'abbiamo assaggiato e lo riteniamo adatto alla nostra cucina. La vendita riguarderà al momento la ristorazione. Ieri (lunedì per chi legge, n.d.r.) abbiamo avuto l'opportunità di visitare ed apprezzare lo stabilimento produttivo di Busche, dove abbiamo constatato la professionalità e la cura nella produzione. È stata davvero un'importante occasione per noi. Al momento stiamo importando più o meno 50 prodotti alimentari dall'Italia, ma solo per il Piave abbiamo voluto sottoscrivere un contratto di esclusiva perché riteniamo che sia molto adatto al gusto dei nostri connazionali, per cui faremo del nostro meglio per venderlo sul nostro mercato coinvolgendo tutti i colleghi di Okura Food».
In Giappone al momento esistono sul formaggio italiano dazi del 15% (dal 30% che veniva applicato fino al 2019), ma è prevista una sorta di procedura a scalare annuale fino ad arrivare a dazi pari a zero nel 2033.
Motivo in più per spingere su questo mercato che potrebbe aprire le porte anche di paesi asiatici vicini. Molto felice Modesto De Cet, presidente di Lattebusche: «Il Piave è il nostro simbolo come formaggio Dop, il nostro orgoglio. Ed è straordinario portarlo oggi, grazie al grande impegno del Consorzio di Tutela guidato da Chiara Brandalise, fino in Giappone. La delegazione che ci ha fatto visita ha dimostrato vero interesse per i nostri sistemi di produzione e gradito soprattutto la genuinità del nostro prodotto che non ha additivi o conservanti».
Le radici del Piave affondano nella storia delle latterie turnarie bellunesi; le prime produzioni codificate con questo nome risalgono agli anni Sessanta; nel 2010 ha ottenuto la denominazione di origine protetta e, secondo il disciplinare, la raccolta del latte, la produzione e la stagionatura devono avvenire esclusivamente in provincia di Belluno, a garanzia di un legame autentico con il territorio.
Riproduzione riservata © il Nord Est








