Labomar, un 2025 di corsa con ricavi e margini in crescita

Il gruppo di Istrana incassa il contributo positivo delle ultime acquisizioni con un fatturato pro-forma a 135 milioni (+ 34%), l’ebitda risale a 27 milioni. Il fondatore Walter Bertin: «Il nostro percorso di sviluppo è strutturale»

Riccardo Sandre

 

Labomar chiude il suo 2025 con ricavi pro-forma in crescita del 34 per cento rispetto al 2024 a 135 milioni di euro. L’azienda della nutraceutica di Istrana, a tre anni dalla sua uscita dalla Borsa e grazie all’ingresso nel capitale sociale del private equity londinese Charterhouse, prosegue il suo percorso di crescita e aggancia un’impennata del fatturato che si deve in parte anche al computo degli effetti della acquisizione di Pharmia Oy (acquisita ad ottobre 2025) per l'intero esercizio.

Anche l’ebitda adjusted e pro forma del gruppo nel 2025 registra un balzo in avanti e sale a 27 milioni di euro contro i 13,2 milioni dell’anno precedente (dato non adjusted), quando Labomar aveva fatturato 103,6 milioni.

Grazie a un percorso di acquisizioni che non si è affatto arrestato con l’ingresso nel capitale di Charterhouse (nel 2024 Labomar ha acquisito la catalana Laboratorios Entema, strategica per rafforzare il mercato spagnolo e per aggiungere know how nel mondo cosmesi, e appunto nell’ottobre 2025 la finlandese Pharmia, che opera nello stesso settore di Labomar), il gruppo oggi presidia l'intera catena del valore del settore chiamato Contract Development and Manufacturing Organization (Cdmo), dalla ricerca e sviluppo delle formulazioni alla produzione di estratti vegetali, dalla manifattura nutraceutica alla distribuzione in mercati regolati, con capacità produttive attive in Italia, Canada, Spagna e Finlandia e competenze specializzate in tre segmenti di prodotto: integratori alimentari, dispositivi medici e cosmetica funzionale.

Venti brevetti

Nel 2025 il 60 per cento del fatturato è stato generato sui mercati esteri grazie alla partnership con oltre 300 imprese clienti e oggi il Gruppo Labomar conta complessivamente 561 dipendenti, in aumento del 16,4 per cento rispetto al 2024. Una realtà che dispone di otto stabilimenti produttivi tra Italia, Canada, Spagna e Finlandia grazie ai quali è in grado di produrre 40 milioni di unità nutraceutiche, cinque milioni di confezioni di softgel e 23 milioni di unità di dispositivi medici topici.

Ma Labomar non è solo produzione, è appunto un sistema integrato che vede nella ricerca e nello sviluppo di prodotto un nodo strategico del proprio modello di business. Grazie ad un team internazionale composto da 34 professionisti, distribuito in cinque laboratori situati in Veneto, Umbria, Toscana, Spagna e Finlandia, Labomar sviluppa nuove formulazioni, tecnologie brevettate e protocolli di stabilità. Il lavoro di ricerca ha portato ad un patrimonio di venti brevetti, tra registrati e in fase di registrazione, e a più di 50 dossier dedicati ai dispositivi medici.

Altrettanto strategica, per una realtà pienamente globalizzata, è la divisione chiamata “Regolatorio” composta da undici professionisti che garantiscono supporto specialistico sulle normative e direttive internazionali nei settori nutraceutico e cosmetico-funzionale.

L’emissione di bond

Significativi anche gli investimenti del gruppo sia sul piano della Ricerca & Sviluppo (grazie ad un piano di investimento triennale da 10 milioni di euro) sia su quello logistico e produttivo, declinato con l’entrata in funzione del nuovo polo logistico L6 presso la sede trevigiana di Istrana e con l’ampliamento degli stabilimenti di Orvieto e del Canada. Un percorso di crescita che ha visto l’azienda protagonista, proprio l’anno scorso, di un’emissione obbligazionaria da 120 milioni di euro, sottoscritta da Tikehau Capital (gestore europeo di asset alternativi) che fornisce al gruppo le risorse per proseguire nella crescita organica e per linee esterne.

«In pochi anni abbiamo costruito una piattaforma Cdmo europea con capacità differenziate in nutraceutica, dispositivi medici e cosmetica funzionale, presidiando con un unico modello industriale mercati diversi ma complementari», spiega il fondatore e amministratore delegato di Labomar, Walter Bertin. «Le basi operative sono solide, l’integrazione delle acquisizioni è avanzata, i clienti internazionali ci riconoscono come partner affidabile lungo l’intera catena del valore. I risultati del 2025 confermano che il modello funziona e che il percorso di crescita è strutturale».

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