Energia, con il Gruppo d'Acquisto Confindustria risparmi fino al 24,5% per le imprese

Grazie alla riduzione dello spread e a una copertura dei prezzi pari al 70% stimato un risparmio annuo di 1,2 milioni di euro per le 139 aziende aderenti al GdA di Confindustria Veneto Est

Arianna Salvatori

 

Fino a 27.000 euro in sei mesi. È stato questo il risparmio in bolletta per le aziende che nel semestre hanno consumato circa un milione di chilowattora, e che quest'anno hanno aderito al Gruppo d'Acquisto di Confindustria Veneto Est. Da gennaio, il Gda è riuscito ad ottenere per tutte le imprese affiliate un risparmio in bolletta sulla componente energia e gas fino al 24,5%, pari a un valore cumulato stimato in 1,2 milioni di euro nell'anno.

Ad alleggerire le bollette sono essenzialmente due fattori: in primis, la riduzione dello spread, cioè del margine applicato dal fornitore oltre al prezzo dell’energia. Infatti, riunendo molte aziende e acquistando grandi quantità, il Gruppo ha un maggiore potere contrattuale e riesce a ottenere condizioni migliori. Il secondo, è la strategia della copertura dei prezzi, detta anche fixing: il Gda ha bloccato in anticipo il prezzo di una parte dell’energia e del gas. Nello specifico, per il 2026 circa il 70% dei volumi è già stato fissato a un prezzo prestabilito, mentre la parte restante rimane indicizzata, cioè legata all’andamento del mercato. E per l'anno prossimo, l'obiettivo è avere una copertura analoga.

Nei primi sei mesi dell'anno, il Gda ha gestito complessivamente un volume di oltre 75,5 gigawattora di energia elettrica e un volume di gas naturale di circa 4 milioni di standard metro cubo, includendo sia imprese energivore sia non energivore. Nel giro di un anno e mezzo, Confindustria Veneto Est è riuscita ad aggregare 139 imprese manifatturiere, per lo più piccole medie imprese dei territori di Treviso, Padova, Venezia, Rovigo. I comparti dove operano sono disparati: dal metalmeccanico, alla gomma plastica, al chimico,al cartario ma anche tessile calzatura, alimentare, legno arredo, edilizia e farmaceutica.

«La ripresa delle ostilità nel Golfo», spiega Paola Carron, presidente di Confindustria Veneto Est, «ha innescato nuovi rialzi dei prezzi del petrolio e del gas, ma anche delle materie prime e dei trasporti. Una crisi tanto pericolosa quanto più si prolunga nel tempo. Oggi più che mai», aggiunge. Il prezzo del petrolio e del gas è salito del 76,5% rispetto a dodici mesi fa. E in un quadro economico già non particolarmente florido per il tessuto imprenditoriale della regione, uno strumento come il GdA Energia e Gas può fare la differenza. Il Veneto, inoltre, è attualmente la prima regione d’Italia per prezzi dell’energia.

«Abbiamo bisogno con urgenza di misure strutturali nazionali ed europee sull’energia che è una vera emergenza. I prezzi, volati questa settimana sopra i 160 euro al megawattora, più del doppio di altri Paesi, continuano a minare la competitività, scoraggiano gli investimenti e fanno scappare le imprese. Dazi interni come il sistema ETS, con gli addebiti del prezzo delle quote di carbonio emesse, e il CBAM che impongono ai nostri produttori standard e costi che il resto del mondo non ha, a cominciare dai produttori asiatici, ci portano alla deindustrializzazione».

Secondo la presidente, occorre accelerare il mercato unico dell’energia e fissare un tetto europeo ai prezzi, «una riforma non di facciata dell’ETS che ha fatto schizzare il prezzo delle quote CO2 da 6 euro nel 2017 a oltre 80 euro a tonnellata», specifica. E aggiunge: «Servirebbe utilizzare le risorse della clausola di flessibilità Ue per ridurre i costi per famiglie e imprese, offrendo alle aziende energia a prezzi calmierati a fronte di investimenti in rinnovabili. Ma anche accelerare l’approvazione della legge regionale sulle aree idonee, rimuovendo tutti i vincoli oggi vigenti, velocizzare le autorizzazioni, potenziare la rete, valutare le nuove tecnologie nucleari, per un mix che riduca il deficit produttivo del Veneto (sopra il 50%) e quindi i costi».

 

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