La veneziana Lithos vola con i restauri hi-tech:«Al lavoro in 40 cantieri»

La società è tra le realtà più innovative del settore scelte nel rapporto Symbola-Fassa Bortolo

Eva Franceschini

L’azienda veneziana Lithos, specializzata in restauro e conservazione dei beni culturali, è protagonista di una crescita significativa sia in termini di fatturato che di ordinativi. Complici anche gli stanziamenti del Pnrr, che hanno portato ad un aumento considerevole delle commesse, il fatturato di Lithos è passato dai 10 milioni di euro del 2024 ai 15 milioni del 2025 e l’anno in corso sembra promettere un ulteriore incremento.

L’azienda - che nei giorni scorsi è stata inserita tra le 100 realtà più innovative nel mondo del restauro sostenibile dal nuovo report di Symbola e Fassa Bortolo, realizzato in partnership con Assorestauro - è impegnata infatti in oltre 40 cantieri in tutta Italia, e, per il 2026, ha ottenuto commesse da ultimare per oltre 25 milioni. «È un anno sicuramente molto importante per noi – dice Elvira Boglione, amministratrice insieme ai due soci Michele Rigoni e Paolo Pagnin -. Anche grazie ai fondi del Pnrr, siamo occupati in molti lavori. Stiamo concludendo, proprio in questi giorni, il restauro delle facciate e delle coperture della Chiesa dei Gesuiti a Venezia, ma sono moltissime le opere che ci vedono impegnati». I 40 cantieri sono distribuiti in quasi tutte le regioni, soprattutto nel Lazio, in Sicilia, Veneto, Toscana e Campania, ma ne esistono alcuni anche in Emilia Romagna e in Friuli Venezia Giulia.

Lithos è intervenuta su opere come il Ponte di Rialto, l’Arena di Verona, Villa dei Misteri a Pompei, con l’utilizzo di nanomateriali, materiali ecocompatibili e sistemi per il rilevamento in tempo reale di parametri come la temperatura, l’umidità, le polveri inquinanti e le variazioni delle lesioni. Nell’Arco di Giano, a Roma, l’azienda sta restaurando tutti i paramenti in pietra esterni e provvedendo alla sistemazione della terrazza sommitale. I tecnici e i restauratori di Lithos sono impegnati, inoltre, nella Chiesa di San Miniato al Monte, a Firenze, con il rifacimento delle facciate e delle coperture, nel restauro dei mosaici del XII secolo nella Cappella Palatina a Palermo, fino al recupero delle maioliche presenti nel chiostro di Santa Chiara, a Napoli.

«Per intervenire nel Complesso degli Incurabili, sito monumentale del centro storico napoletano, abbiamo contattato alcuni produttori, tra cui la Siltea, per utilizzare una gamma di prodotti altamente innovativi e ecologici – spiega Boglione -. Sono prodotti che permettono di lavorare con maggiore certezza, senza avere sorprese: a seconda del materiale da restaurare, c’è un prodotto specifico. Ad esempio, le maioliche di Napoli sono costituite da una base di cotto e da una vetratura più superficiale: in questo caso, un unico prodotto consolidante più sofisticato, consente di consolidare entrambe queste superfici in modo efficace».

Fondata nel 1985, oggi l’azienda conta 100 dipendenti e sta passando da una dimensione familiare ad una più ampia e strutturata. «Siamo una società che ha una predominanza di personale femminile – prosegue Elvira Boglione -. È presente una quota rosa di almeno il 65% e, dunque, siamo pienamente allineati rispetto alla parità di genere».

I dipendenti di Lithos sono figure professionali molto specifiche: tecnici e amministrativi negli uffici, ingegneri e architetti che svolgono la funzione di direttore tecnico nei cantieri, archeologi e restauratori e restauratrici, fino ad arrivare a operatori edili, come muratori specializzati, che si occupano di interventi strutturali.

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