Investimenti, Inn-Flex raddoppia in Serbia

L’azienda friulana ha in progetto l’ampliamento del sito di Paper Print. Complessivamente, tra 2026 e 2027 saranno messi a terra 11,5 milioni. Il gruppo ha chiuso il 2025 a 78 milioni, punta a 100 entro quattro anni

Maura Delle Case

Il piano industriale Inn-Flex, gruppo friulano del packaging con headquarter a San Giovanni al Natisone e tre stabilimenti in Serbia, spinge sugli investimenti. Dopo aver chiuso il 2025 con 78 milioni di fatturato, la società prevede di superare gli 80 milioni quest’anno e mette sul tavolo un piano da 11,5 milioni tra nuovi impianti produttivi e innovazione tecnologica. Una strategia che nasce in uno scenario competitivo che si misura con rincari delle materie prime, nuove norme europee e pressione della concorrenza asiatica, e che guarda all’obiettivo dei 100 milioni di ricavi nell’arco dei prossimi quattro anni.

A raccontare la strategia è l’amministratore delegato David Tomasin, che guida l’azienda – fondata e controllata dalla famiglia Volpato – fin dalla sua nascita, nel 2006. In vent’anni, Inn-Flex si è ritagliata un ruolo di primo piano nel packaging flessibile per il pet food, rafforzato dall’espansione in Serbia, dove oggi controlla tre stabilimenti. L’ultima operazione, messa a segno a fine 2024 (e supportata da Finest e Simest), è stata l’acquisizione di Paper Print, azienda che ha in portafoglio clienti del calibro di Coca-Cola e Nestlé e che ha consentito al gruppo friulano di completare la filiera produttiva e aprirsi al mercato del food & beverage.

L’operazione m&a ha portato in dote circa 20 milioni di ricavi, una settantina di dipendenti e clienti come detto di primo piano. Complessivamente, il gruppo conta oggi circa 350 collaboratori tra Italia e Serbia e sviluppa un Ebitda di circa 13 milioni, numeri che sostengono il piano di sviluppo della società. «La crescita è sempre stata parte del nostro dna», racconta Tomasin, «ma oggi non basta aumentare i volumi. Bisogna investire per restare competitivi in un mercato che cambia molto rapidamente». Il piano industriale prevede il raddoppio della capacità produttiva di Paper Print, nuove linee in Italia e in Serbia e l’introduzione della stampa digitale, destinata a rispondere alla crescente domanda di produzioni personalizzate e di piccoli lotti. La Serbia continua a rappresentare uno degli assi portanti della strategia del gruppo.

«Quando siamo arrivati il costo del lavoro era certamente uno dei motivi che ci aveva spinti a investire», ricorda l'ad, «negli anni poi abbiamo trovato molto di più: una forte cultura industriale, personale preparato e una posizione logistica che ci permette di servire rapidamente tutto il Sud-Est Europa». Oggi, aggiunge Tomasin, il differenziale di costo si è ridotto, «ma il vantaggio competitivo resta, perché il sistema è più snello e consente tempi di risposta più rapidi». La crescita si confronta con uno scenario internazionale sempre più complesso. Sul settore pesano la volatilità delle materie prime, le nuove normative europee e una concorrenza sempre più aggressiva.

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