Il gruppo Cortem si espande in Arabia e ad Abu Dhabi: «Siamo qui per restare»
Marianna Saragaglia, 30 anni di esperienza nell’area, racconta gli sviluppi dell’azienda: «Data center e solare»

Dietro la scrivania di Marianna Saragaglia, membro del consiglio di amministrazione e chief commercial officer del gruppo Cortem di Villesse, sono appese le foto dei tre emiri di Dubai.
«Sono arrivata nella Penisola arabica 35 anni fa e qui ho avuto professionalmente tutte le soddisfazioni possibili e immaginabili», dice Saragaglia, che da marzo ricopre anche il ruolo di presidente della Camera di commercio italiana negli Emirati Arabi Uniti (Iicuae). Un incarico che la cco di Cortem ritiene fondamentale per sviluppare le relazioni tra le aziende italiane e la realtà emiratina in cui operano, in particolare dopo la politica di local content avviata dai Paesi dell’area, volta a incrementare la produzione industriale locale e creare nuovi posti di lavoro per la popolazione.
«Da quasi 20 anni Cortem opera in Medio Oriente, diamo lavoro a 95 dipendenti e facciamo parte del tessuto sociale, siamo qui per rimanere», afferma Saragaglia, che lavora per Cortem dal 2016. Una posizione che si è rafforzata ancora di più in seguito allo scoppio della guerra nello stretto di Hormuz, non solo per l’azienda ma anche per la stessa manager.
«Con lo scoppio della guerra, per un momento mi sono chiesta dove sarei andata se ci avessero evacuato e mi sono sentita spaesata. Vivo nella regione da quando ho 19 anni e questi posti sono diventati la mia casa», racconta la presidente. Dopo che l’Iran ha lanciato missili e droni sui Paesi del Golfo e le contraeree li hanno distrutti, i frammenti hanno colpito e danneggiato alcune strutture petrolifere. «Come Cortem ci siamo subito attivati per aiutare il Paese a ripristinare i servizi, lo abbiamo fatto senza lo scopo di lucrare ma per renderci utili alla comunità di cui facciamo parte», spiega Saragaglia.
Cortem Group aprirà a breve uno stabilimento in Arabia Saudita e un ufficio ad Abu Dhabi: due investimenti che andranno ad aumentare il peso della divisione Gulf sul fatturato dell’azienda goriziana, che ora porta 25 milioni di euro sui 70 complessivi del bilancio 2025. Ma la società per espandersi sta guardando anche verso Paesi più freddi, Kazakistan e Uzbekistan.
Anche se il core business di Cortem resta il settore dell’Oil&Gas, a cui forniscono apparecchiature elettriche antideflagranti per impianti a rischio di esplosione o incendio, i loro orizzonti stanno un po’ cambiando, sia con le rinnovabili sia con i data center.
L’azienda infatti ha iniziato a produrre pannelli solari e la richiesta è arrivata proprio da un grande player degli Emirati. La richiesta era produrre una soluzione di illuminazione che fosse alimentata con i pannelli solari, la commessa ha portato all’azienda più di 12 milioni. A questo si aggiunge lo sviluppo di soluzioni che possano avere un’applicazione nell’alimentazione a idrogeno e anche di materiali riciclabili. Il gruppo spende in ricerca e sviluppo circa il 4 per cento del suo fatturato.
Per quanto riguarda i data center, il gruppo di Villesse sta collaborando con le aziende che li costruiscono sul territorio emiratino, ma in questo settore «i numeri non sono ancora consolidati, anche se ci sta dando grande soddisfazione», chiarisce. I prossimi passi di Saragaglia saranno orientati a mettere a disposizione la sua trentennale esperienza nell’area mediorientale per le aziende italiane, dividendo il suo tempo tra Dubai e Arabia Saudita. Al momento non ha intenzione di tornare in Italia. «La passione per questo lavoro, me l’ha trasmessa mio padre, ingegnere meccanico trasfertista. Da bambina chiedevo di giocare con le gru invece delle bambole», ricorda Saragaglia.
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