Competitività delle imprese del Nordest: i territori sono sempre più decisivi

La rilevazione mensile della Bussola dell’Economia del Nordest di Finergis. Per il 30 per cento degli imprenditori i fattori competitivi dell’area sono migliori della media italiana

 

Daniele Marini

La competitività del sistema economico si fonda sicuramente sulle imprese, sulla loro capacità di innovare e posizionarsi sui mercati, ma queste sono condizioni necessarie, ma non sufficienti. In misura sempre maggiore incide anche il territorio, il contesto istituzionale, produttivo e scolastico. Il rapporto fra imprese e territorio non è nuovo, in realtà.

Già la nascita dei distretti industriali aveva indicato nei fattori localizzativi un elemento chiave per la competitività delle imprese. Tuttavia, nel tempo quella reciprocità è venuta sfrangiandosi, la concorrenza si è fatta globale, le innovazioni tecnologiche hanno rivoluzionato i mercati. Il Nordest, patria dei distretti, necessita di una revisione, come dimostrano i dati e le interviste pubblicate su questo giornale.

Il tema della competitività dei territori è oggetto della rilevazione svolta presso un ampio gruppo di testimoni privilegiati fra imprenditori e manager di piccole e medie imprese interpellati da Community Research&Analysis per i quotidiani del gruppo Nem, con BEN – Bussola dell’Economia del Nordest. BEN è promosso da Finergis, società consortile cooperativa di garanzia collettiva fidi per monitorare in modo continuativo l’economia del territorio e raccogliere la voce diretta delle Pmi del Nordest, al fine di comprenderne esigenze, criticità e prospettive di sviluppo.

Sotto il profilo regionale, la palma del territorio con la maggiore competitività è di gran lunga attribuita alla Lombardia (81%), seguita a distanza dal Veneto (74,4%) e dal vicino Trentino-Alto Adige (70,2%).

Siamo nell’ambito delle percezioni, ma è interessante osservare come il Veneto sia ritenuto mantenere un buon livello di competitività assieme al ruolo centrale della Lombardia e, implicitamente, di Milano, per un verso.

E, dall’altro, di una regione dalle forti caratteristiche autonome, più che industriali, come il Trentino Alto Adige. L’Emilia Romagna è collocata al quarto podio (66, 8%) nonostante diversi indicatori economici testimonino il superamento dello stesso Veneto. Mentre in fondo alla classifica sono situate il Friuli Venezia Giulia (62,1%) e, ben più distante, il Piemonte (50,2%).

Considerando alcuni aspetti che caratterizzano un territorio individuiamo quali siano i fattori che lo rendono più competitivo. Detto che prevale un’opinione di sostanziale omogeneità col resto del paese (53,3%), ciò non di meno per poco meno di un terzo (30,9%) vi sono dimensioni che risultano più positive della media. All’opposto, per un decimo degli interpellati (10,7%) il Nordest manifesta criticità.

L’aspetto che più di altri assume una veste migliore riguarda il tema delle reti: la qualità di strade, autostrade, aeroporti è la dimensione più apprezzata (47%), seguita a distanza da quelle tecnologiche (34%: banda larga, wi-fi).

In seconda battuta viene l’ambito del capitale umano: la qualità della manodopera (38%), assieme al sistema formativo (36,4%, università; 33,5%, istruzione tecnica e professionale) e la disponibilità di centri di ricerca (29,8%) rappresenta l’altro cardine di riferimento.

Infine, viene sottolineata la presenza di una rete di subfornitura locale (28,2%) che sostiene le filiere produttive. L’aspetto ritenuto più negativo, dove l’opinione di chi ritiene sia peggiore sopravanza i favorevoli, è la presenza di incentivi per l’insediamento delle imprese (28,2%, peggiore). La burocrazia è uguale in tutta Italia (71, 6%), ma per una quota di imprenditori nordestini qui è peggiore (13, 7%) rispetto ad altre parti del paese.

L’indicatore sintetico della competitività dei territori evidenzia come per la maggioranza il Nordest non presenti differenze significative rispetto al resto d’Italia (59, 6%), mentre chi ritiene le condizioni siano migliori (24,3%) supera i contrari (16,1%).

I veneti presentano un saldo (differenza fra migliori e peggiori) leggermente positivo (+5,1), mentre i friul-giuliani appaiono più critici (-3,3). Le imprese più piccole (+2,8) hanno un apprezzamento inferiore, rispetto alle più grandi (+27,6). Infine, la maggioranza ritiene che un’impresa straniera dovrebbe decidere di investire nel Nordest per la presenza di una solida competenza manifatturiera (32%) e tecnologica (19,7%), oltre che per un capitale umano di alto livello (17,7%).

Alla fine, la competitività del Nordest appare appiattita alla media nazionale, non solo nei dati, ma anche nella consapevolezza della parte maggioritaria fra gli imprenditori.

Nota metodologica

La Bussola dell’Economia Nordest è una rilevazione promossa da Finergis, confidi vigilato e partner finanziario delle imprese socie nell’accesso al credito, nato dalla fusione di realtà d’eccellenza: Neafidi e Sviluppo Artigiano. BEN, realizzata da Research&Analysis di Community, per il Gruppo Nem, si propone di rilevare le opinioni di imprenditori e manager di Veneto e Friuli Venezia Giulia. La ricerca non si basa su un campione rappresentativo, ma coinvolge soggetti significativi per l’economia dell’area. La rilevazione (Cawi) si è svolta dal 25 maggio al 19 giugno 2026 e ha coinvolto 386 soggetti. Daniele Marini ha diretto la ricerca. Questlab ha curato la parte informatica.

 

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