Icop lancia un’Ops su Trevi: nasce un gruppo da un miliardo
L’operazione vale complessivamente 273 milioni di euro. Dopo il via libera del Cda, che ha avviato la procedura, atteso l’ok dell’assemblea dei soci del gruppo friulano. L’obiettivo è quello di creare un campione industriale italiano che abbia uno standing internazionale. Positive le reazioni degli analisti finanziari, in Borsa Trevi festeggia (+11%), stabile Icop

Icop lancia un’offerta pubblica di scambio (Ops) su Trevi, con l’obiettivo di costituire una Newco nel comparto costruzioni da oltre 1 miliardo di euro di ricavi e con uno standing internazionale.
Si tratta di un’operazione di ingegneria finanziaria a cui il Cda ha dato il via libera, che vale, attraverso lo scambio azionario, 273 milioni di euro.
E un percorso che, dopo il perfezionamento dei documenti e le comunicazioni alla Consob, partirà a settembre e consentirà a Icop, in parallelo, l’upgrade nei listini di Piazza Affari, passando dal segmento Egm a quello principale, novità assoluta per la Borsa italiana.
Positive le valutazioni degli analisti. Equita parla di «interessante profilo finanziario».
Sul mercato Trevi festeggia con un rimbalzo di oltre l’11%, mentre Icop chiude quasi stabile (-0,32%).
I dettagli
L’offerta pubblica di scambio riguarda il totale delle azioni di Trevi, mettendo sul piatto 0,133 azioni Icop di nuova emissione per ogni titolo conferito.
Lo scopo è di creare un «campione industriale italiano con leadership internazionale nelle fondazioni speciali, nell’ingegneria del sottosuolo e nelle soluzioni per infrastrutture complesse e strategiche», affermano i vertici della società di Basiliano, che vanta oltre un secolo di storia, essendo stata fondata nel 1920.
Secondo Icop l’offerta incorpora un premio del 20,1% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni Trevi alla chiusura dello scorso 26 giugno ed esprime un valore di 4,16 euro per ogni azione Trevi.
Il premio sale al 35,4% rispetto al prezzo teorico ex-diritto (Terp) dell’aumento di capitale da 100 milioni, definito da Trevi e concluso lo scorso 25 giugno e del 108,1% del prezzo delle azioni relative all’aumento stesso.
Le azioni di Icop finalizzate all’Ops su Trevi saranno emesse a seguito di un aumento di capitale da sottoporre il prossimo 28 luglio all’assemblea dei soci.
Alla chiusura di Borsa di venerdì scorso Trevi vantava una capitalizzazione di 232 milioni di euro, Icop di 1.004 milioni.
Approvato dal Cda Icop anche il passaggio dal mercato Egm a listino principale di Piazza Affari, da cui verrà invece rimossa Trevi dopo la chiusura dell’offerta pubblica.
Le prospettive
La finalità dell’operazione di Icop è dunque di costruire un «campione internazionale» delle fondazioni speciali, con un portafoglio ordini di oltre 2,2 miliardi e ricavi pro-forma di oltre un miliardo di euro. Icop stima che a seguito dell’offerta le due aziende, tra loro complementari in quanto a presenza geografica (l’impresa friulana leader nei mercati europei e in Italia, mentre quella romagnola molto forte negli Usa e nel Far East), potranno generare a regime sinergie per 120-140 milioni di ricavi addizionali annui e tra i 55 e i 75 milioni annui di margine operativo lordo.
Icop ha circa mille dipendenti e opera in Francia, Italia, Germania, nei Paesi Scandinavi e ha avviato un percorso di espansione negli Stati Uniti.
Trevi, con 3.100 addetti a libro paga, invece è attiva soprattutto in Asia, nel Pacifico e nel Nord America.
Il piano post-integrazione prevede diverse direttrici strategiche, dallo sviluppo commerciale, alla rifocalizzazione geografica, dall’aumento dell'efficienza operativa alla razionalizzazione delle strutture aziendali e all’ottimizzazione finanziaria.
Icop valuterà poi «eventuali opzioni strategiche» relative alla divisione macchine di Trevi.
Tra queste c’è la possibilità di «procedere alla sua valorizzazione anche attraverso operazioni straordinarie».
Il ruolo di Cdp e dei Petrucco
Trevi negli ultimi anni ha attraversato un momento complicato e ha avuto bisogno dell’intervento di Cassa depositi e prestiti e dell’aumento di capitale per rimettersi pienamente in carreggiata.
A oggi è proprio Cdp, con il suo 21%, a essere il principale azionista dell’azienda con quartier generale a Cesena.
Se Cdp dovesse aderire all’Ops di Icop, avrebbe una quota, nella Newco, di circa il 4,6%.
Cifre, la holding della famiglia Petrucco e primo azionista di Icop, passerebbe dall’attuale 79% al 61,8% della Newco, mantenendo saldamente il controllo della nuova società da oltre un miliardo di euro di fatturato.
Le dichiarazioni
«L’operazione che prende il via è la naturale evoluzione di un percorso industriale già avviato, che si basa su una solidità costruita nel tempo e dimostrata nei risultati», commenta l’ad di Icop Piero Petrucco, «negli anni abbiamo costruito un percorso solido e strutturato di sviluppo, compiendo un’evoluzione importante: da operatore prevalentemente italiano ed europeo a gruppo internazionale in forte crescita. Nel 2025 Icop ha superato i 500 milioni di euro di ricavi pro-forma, grazie sia alla crescita organica sia all’integrazione delle società acquisite, con un backlog record, disciplina e solidità finanziaria. La traiettoria dimostra la nostra capacità di crescere organicamente, integrare realtà specialistiche, generare sinergie operative e scalare il modello in nuovi mercati».
Gli analisti
Positiva la reazione degli analisti di Equita che parlano di «Ops su Trevi positiva perché accelera il salto dimensionale di Icop e ha interessanti risvolti finanziari».
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