Edizione, svolta compiuta. La lettera di Alessandro Benetton agli azionisti: «In Europa il nostro futuro»

La comunicazione di Alessandro Benetton agli stakeholder: «Discontinuità con il passato. Oggi è un gruppo solido consapevole del suo ruolo»

Roberta Paolini
Alessandro Benetton, presidente di Edizione
Alessandro Benetton, presidente di Edizione

«La nostra radice italiana resta profonda, ma continuiamo a operare con una visione pienamente europea e internazionale». Alessandro Benetton affida alle ultime righe della lettera agli stakeholder quella che è la sintesi dell'intero bilancio 2025 di Edizione.

Dietro i numeri della holding che tiene la fortuna miliardaria della dinastia di Ponzano non c’è soltanto un esercizio positivo. C’è la certificazione che il percorso iniziato tre anni fa è arrivato a maturazione: la cassaforte della famiglia Benetton ha definitivamente cambiato mestiere. Benetton lo dichiara apertis verbis: «Oggi è un gruppo solido consapevole del suo ruolo».

La trasformazione, la traiettoria, parola cara al presidente della cassaforte, è avvenuta. Il centro del racconto di questo scrigno del valore di oltre 14 miliardi di euro sono le infrastrutture integrate, non solo le concessioni autostradali, non gli aeroporti, le telecomunicazioni o i servizi di mobilità, non il travel retail ma il disegno complessivo di un universo che si muove in maniera sempre più connessa a tutto ciò. In questo quadro il cuore originario, i Colori Uniti da cui è scaturito tutto, l’immobiliare e i negozi, sono un pezzo importante del racconto ma sono stati superati da un quadro più complesso e dinamico.

«Nel corso del 2025 abbiamo lavorato con determinazione, in tutte le nostre realtà, per dare vita a un Gruppo sempre più innovativo», scrive Benetton. Il dato che condensa il nuovo corso è il Net Asset Value: 14,1 miliardi di euro, circa due miliardi in più rispetto a tre esercizi fa, con un rendimento medio dell’8% annuo.

Sono i numeri con cui il presidente rivendica la bontà della trasformazione avviata nel 2022 insieme all’amministratore delegato Enrico Laghi. Una trasformazione che non riguarda soltanto la crescita patrimoniale ma soprattutto il modo in cui quel patrimonio viene costruito.

Per capire dove sta andando Edizione basta osservare quanto spazio occupa Mundys. «Il 2025 ha rappresentato un anno di consolidamento e accelerazione per il nostro polo infrastrutturale», scrive Benetton, che oggi è anche presidente di Mundys. I numeri parlano da soli: 9,6 miliardi di ricavi, 5,9 miliardi di Ebitda e 1,8 miliardi di investimenti, in crescita del 25%.

Il dato più interessante non è economico, ma geografico: Francia, Brasile, Spagna, Cile. L’acquisizione dell'autostrada A63, le nuove concessioni sudamericane, il rafforzamento in Catalogna non sono operazioni isolate.

Sono tasselli di una strategia che privilegia asset regolati, concessioni lunghe e Paesi caratterizzati da economie solide e sistemi valutari stabili. In altre parole, Edizione sceglie di sostituire la volatilità del ciclo economico con la prevedibilità dei flussi infrastrutturali.

Lo stesso schema si ritrova negli aeroporti. Il record storico di oltre 55 milioni di passeggeri a Fiumicino è un semplice risultato operativo. Diventa la dimostrazione che Aeroporti di Roma può ormai competere con i grandi hub europei, mentre Nizza consolida il ruolo di secondo scalo francese e Avolta (nata dalla fusione tra Autogrill e Dufry) continua ad allargare la propria presenza negli aeroporti mondiali servendo oltre 2,5 miliardi di passeggeri.

Il filo rosso è chiaro: costruire un ecosistema integrato della mobilità, dove infrastrutture, servizi, retail e innovazione dialogano tra loro.

La seconda gamba della strategia guarda oltre le infrastrutture. Benetton dedica infatti un passaggio centrale alla nascita di 21 Next, la piattaforma sviluppata insieme a 21 Invest e Tages Sgr. La definisce «una naturale evoluzione del nostro approccio industriale agli investimenti».

Ancora una volta traccia una nuova una traiettoria, quella del capitale a servizio dell’impresa. Perché significa che Edizione non vuole limitarsi a gestire partecipazioni industriali, ma punta a diventare un protagonista europeo degli alternative private markets, con l’obiettivo di superare i 10 miliardi di masse gestite. È il secondo pilastro della holding del futuro.

Nel prossimo triennio l’obiettivo di Edizione è di continuare a investire nelle infrastrutture, privilegiando operazioni di grandi dimensioni capaci di rafforzare Mundys, migliorare la durata media delle concessioni e aumentare la presenza in economie solide. Parallelamente svilupperà gli investimenti nei mercati privati e valuterà l'’ingresso in nuove asset class contigue alle competenze già sviluppate.

In questo quadro Benetton Group cambia inevitabilmente prospettiva. La società resta un asset strategico, ma non rappresenta più il baricentro della holding. La lettera certifica i progressi del risanamento: perdite ridotte a 33 milioni, oltre il 65% in meno rispetto all'anno precedente, e l'obiettivo dichiarato del pareggio nel 2026.

Per l’impero di Ponzano è un cambio di identità prima ancora che di dimensione. E questa trasformazione porta la firma di Alessandro Benetton.

 

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