I Benetton blindano Edizione, il ramo di Giuliana valuta di lasciare

Ricerca, Proposta e Regia rinunciano all’uscita e consolidano il controllo. Tra luglio e novembre si apre la finestra per recedere dalla holding di famiglia. Nessuna decisione presa, sul tavolo esigenze di pianificazione generazionale

Roberta Paolini

 

Per la prima volta da quando la famiglia Benetton ha riscritto le regole della propria cassaforte si testerà la tenuta della famiglia, ormai alla terza generazione, nell’impero nato dai maglioni colorati. Tra luglio e novembre 2026 si aprirà infatti l'unica finestra prevista dal nuovo statuto di Edizione per consentire ai soci di esercitare il diritto di uscita dalla holding che controlla partecipazioni strategiche nelle infrastrutture, nella mobilità, nella ristorazione e nel real estate. E a valutare l’opzione sarebbe il ramo riconducibile a Giuliana Benetton, titolare del 25% del capitale (valore circa 3 miliardi).

Nessuna decisione sarebbe stata ancora assunta. Secondo quanto risulta alla holding, il ramo familiare avrebbe semplicemente manifestato l'intenzione di esaminare le possibilità offerte dalla governance introdotta nel 2022. Un percorso che, assicurano fonti vicine alla società, sarebbe legato esclusivamente a esigenze di pianificazione patrimoniale e successione interna e non a divergenze sulla strategia o sulla gestione della holding.

Proprio per questo motivo i tre rami riconducibili a Luciano Benetton, agli eredi di Carlo Benetton e agli eredi di Gilberto Benetton — attraverso le holding Ricerca, Proposta e Regia — hanno deciso di muoversi d'anticipo. A inizio anno hanno sottoscritto un accordo con cui hanno rinunciato irrevocabilmente all’esercizio del diritto di recesso, blindando così il 75% del capitale di Edizione e confermando la volontà di mantenere la holding come investimento permanente e piattaforma di sviluppo di lungo periodo.

L'intesa non riguarda soltanto il capitale. I tre rami si sono impegnati anche a consultarsi in vista delle future nomine degli amministratori di loro competenza, compresa la figura dell'amministratore delegato, in occasione delle scadenze ordinarie della governance. La prima sarà quella del giugno 2028. Un passaggio che rafforza ulteriormente il percorso avviato con la nomina di Alessandro Benetton alla presidenza, che ha rifondato Edizione creando un modello editoriale bastato sul rapporto forte con tutti gli stakeholder.

La possibile riflessione del ramo Giuliana arriva al termine di un processo di riorganizzazione patrimoniale iniziato da tempo. Già nel 2021 la holding Evoluzione aveva avviato una complessa operazione di scissione finalizzata a trasferire progressivamente il patrimonio ai quattro figli di Giuliana Benetton: Daniela, Franca, Carlo e Paola. L'operazione aveva portato alla creazione di quattro veicoli distinti — Evoluzione 1, Evoluzione 2, Evoluzione 4 ed Evoluzione 11 — ciascuno destinato a uno degli eredi. La struttura è stata costruita attraverso il tradizionale schema della separazione tra usufrutto e nuda proprietà. Un meccanismo che consente il passaggio generazionale preservando nel frattempo il controllo economico e amministrativo del patrimonio.

Si tratta di una tecnica ampiamente utilizzata anche nell'architettura proprietaria di Edizione, una holding che oggi conta 34 soci tra persone fisiche e veicoli societari e che rappresenta uno dei più sofisticati esempi italiani di gestione del passaggio generazionale all'interno di una grande famiglia imprenditoriale.

Il capitale sociale ammonta a 1,5 miliardi di euro ed è suddiviso in 15 milioni di azioni articolate in quattro categorie — A, B, C e D — storicamente riconducibili ai quattro fratelli fondatori. Nel tempo il sistema è stato progettato proprio per evitare che la progressiva moltiplicazione degli eredi potesse compromettere la stabilità della holding.

Da qui la scelta di inserire nello statuto uno dei sistemi di protezione più rigidi presenti nel capitalismo familiare italiano.

Fino al 13 gennaio 2027 le partecipazioni non possono essere trasferite per cause diverse dalla successione mortis causa, salvo operazioni interne al medesimo nucleo familiare. Dopo quella data l’uscita resterà comunque sottoposta a un percorso particolarmente rigoroso, dove la linea dinastica relativa al singolo ramo è l’unica percorribile. Soltanto nel caso in cui questi non acquistino l'intero pacchetto, la quota potrà essere proposta agli altri soci della holding.

L'intera architettura è stata costruita per consentire eventuali uscite senza compromettere la continuità della holding. Alla fine del 2024 il Gross Asset Value di Edizione aveva raggiunto 14,191 miliardi.

La capogruppo ha chiuso l'esercizio con un utile netto di 247,3 milioni e dispone di riserve superiori a 2,76 miliardi di euro.

 

Riproduzione riservata © il Nord Est