Hhla a un passo dall’uscita dalla Borsa: piccoli azionisti verso la liquidazione
Ultimo miglio dell’Opa che ha segnato l’ingresso di Msc nel terminalista tedesco

La partita riguardante il terminalista tedesco Hhla entra nella sua fase decisiva. L’assemblea degli azionisti di Hamburger Hafen und Logistik Ag - principale operatore terminalistico del porto di Amburgo che a Trieste detiene la Piattaforma logistica e progetta la costruzione del Molo VIII - ha approvato il trasferimento coatto delle azioni di classe A dei soci di minoranza alla Port of Hamburg Beteiligungsgesellschaft Se, società veicolo attraverso cui la Città di Amburgo e il gruppo Msc controllano la società dopo l’opa lanciata dal gruppo della famiglia Aponte.
L’operazione che modificherà un asset fondamentale della logistica europea è arrivata alla fase del cosiddetto squeeze-out: i piccoli azionisti non potranno scegliere di vendere le proprie azioni, ma verranno liquidati per legge con un indennizzo di 21,16 euro per ciascun titolo.
Compiuto quest’ultimo passo, Hhla potrà uscire definitivamente dalla Borsa. Una volta completato il trasferimento delle azioni, infatti, l’operatore amburghese non avrà più un vero flottante e il delisting sarà l’approdo finale del percorso avviato nel 2023. Non si tratta quindi di un adempimento meramente tecnico, ma dell’ultimo tassello del passaggio da società quotata a soggetto controllato da una partnership pubblico-privata.
Hhla gestisce tre dei quattro principali terminal container del primo porto tedesco e rappresenta una delle infrastrutture logistiche più sensibili della Germania. Con la nuova architettura proprietaria, la Città anseatica mantiene la maggioranza con il 50,1%, mentre Msc arriva al 49,9%. È l’equilibrio costruito dopo l’opa, con cui si è mantenuto il controllo pubblico del gruppo, aprendo tuttavia la porta all’ingresso della prima compagnia armatoriale al mondo.
L’operazione ha forti ricadute anche a Trieste, dove Msc controlla il Molo VII (unica banchina container dello scalo giuliano) ed è in grado di influenzare pesantemente le decisioni del board di Hhla, con un impatto indiretto sullo sviluppo della Piattaforma logistica e del futuro Molo VIII.
L’operazione va letta come parte di una trasformazione più ampia: i grandi gruppi armatoriali non si limitano più a muovere navi, ma cercano quote crescenti di controllo su terminal, ferrovie, retroporti e catene logistiche. E Hhla garantisce a Msc l’ingresso dalla porta principale nel porto tedesco, nonché una rete intermodale estesa come quella garantita dalla società ferroviaria Metrans, detenuta da Hhla.
Per il Senato di Amburgo l’alleanza con Msc serve a garantire volumi, investimenti e competitività a un porto sotto pressione, che ha vissuto gli ultimi anni in continuo affanno tra concorrenza, impatto della crisi ucraina e abbassamento del livello dei canali per effetto del riscaldamento globale. Per una parte della comunità amburghese, dei sindacati e degli azionisti, invece, si tratta della cessione di un pezzo dei “gioielli di famiglia” a un operatore privato caratterizzato da scarsa trasparenza.
L’azienda presenta a sua volta il nuovo assetto come condizione per una strategia di lungo periodo. Nel 2025 i ricavi sono saliti del 9,9% a 1,756 miliardi di euro e l’Ebit del 19,5% a 160,5 milioni, mentre l’utile netto è rimasto limitato a 9,8 milioni per effetti fiscali straordinari. Non a caso l’assemblea ha approvato anche la scelta di non distribuire dividendi.
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