Gianesini allarga i confini: «Il 2025 anno complesso»

Il fatturato dell’azienda goriziana è stato di 47 milioni, in linea con il 2024. A influire sono gli aumenti del carburante sui trasporti dovuti alle guerre. «Impossibile dare prezzi fissi, la situazione del mercato cambia ogni giorno»

Annalisa Godi

 

«Equilibrio» è il concetto che viene ripetuto più volte da Matteo Gianesini, amministratore delegato di Gianesini Erminio, società di spedizioni di Gorizia con uffici a Milano, Modena, Trieste e da qualche mese anche a Torino.

L’obiettivo fissato per lo scorso anno di raggiungere i 50 milioni di euro di fatturato è sfumato, ma Gianesini si dice contento di aver consolidato i ricavi a 47 milioni come nel 2024. «Ci siamo stabilizzati sui mercati e con i clienti, ottenendo un risultato soddisfacente soprattutto guardando alla situazione globale che indebolisce il settore», spiega l’ad.

Ad impattare maggiormente sull’attività sono i costi del carburante, che a volte hanno eroso i margini dell’azienda, trovatasi di fronte alla necessità di mediare con i clienti che sono ricorsi al loro servizio. «Chi si rivolge al mercato deve accettare che i costi sono aumentati, se prima potevamo dare prezzi di listino quasi fissi, ora è impossibile perché cambiano di giorno in giorno», commenta il manager, che con i cugini Francesca e Fabio rappresenta la quarta generazione della famiglia in azienda.

Il gasolio ha impattato meno sui lavori affidati ai trasportatori dell’Europa orientale, come la Polonia, ma i razionamenti di benzina decisi in alcuni Paesi, come in Slovenia, hanno fatto sì che il settore si trovasse in difficoltà. «Il limite di 200 litri al giorno per camion ha fatto sì che i trasportatori non venissero verso di noi, cosa se ne fa un tir di 200 litri di rifornimento?», commenta Gianesini.

Mentre la riduzione delle accise da parte del governo italiano non è stata abbastanza efficace. «Le aziende con grandi flotte hanno deciso di fermare i mezzi perché per loro era più conveniente, ma così i prezzi sul mercato sono saliti», spiega il dirigente aziendale.

Gianesini organizza trasporti su gomma, navali e aerei, lo scorso anno si sono occupati di 40.000 spedizioni per 800 clienti, nella primavera del 2026 hanno puntato a strutturare l’ufficio che gestisce le spedizioni per aria e per mare.

Ad essere movimentati su gomma i semilavorati in ferro e acciaio, carta, plastica, macchinari e prodotti per metalmeccanica e impiantistica, liquidi e merci su pallet.

Con l’apertura dell’ufficio di Torino hanno incrementato i traffici verso Francia e Spagna, così come Belgio, Germania e i Paesi scandinavi. Accanto a questi, le rotte tradizionali dell’azienda verso i Paesi dell’Est Europa, anche se in Serbia lo sciopero degli autotrasportatori a gennaio ha bloccato i confini e messo in difficoltà le rotte. Sul territorio nazionale, l’azienda inizia ad essere una presenza importante e ha rafforzato l’ufficio che se ne occupa.

Nel settore marittimo invece hanno gestito le importazioni dall’Asia, in particolare dalla Cina, invece l’export si è diretto verso gli Stati Uniti, l’America Latina e l’Australia. «I nuovi accordi dell’Unione europea con il Mercosur e l’India ci apriranno nuove porte», afferma Gianesini.

La partenza del 2026 è stata positiva, al 31 maggio la società ha registrato un più 5 per cento di ricavi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. «Lo scenario al momento è negativo, ma noi restiamo ottimisti e aspettiamo che la situazione si sblocchi per fare del nostro meglio», afferma l’ad.

Fortunatamente la società può contare su un patrimonio solido che le consente di affrontare situazioni non semplici ma anche fare investimenti, in particolare sul capitale umano e su nuovi software e tecnologie. La formazione dei dipendenti si concentra sia sugli ultimi aggiornamenti dei programmi di logistica sia sulle soft skills.

«Il turnover dei nostri dipendenti è basso, come azienda cerchiamo di incontrare i bisogni e le esigenze dei nostri dipendenti, per noi è una bella soddisfazione avere il 50 per cento del personale composto da donne in un settore prettamente maschile», commenta l’ad. L’impegno dell’azienda nel cercare nuovo personale passa anche dai progetti con le scuole nell’area di Gorizia, con l’intenzione di «creare un futuro con noi per i giovani che non vogliono lasciare il territorio dove sono cresciuti».

 

Riproduzione riservata © il Nord Est