Forno Bonomi spinge sull’export: Il boom del tiramisù sostiene i ricavi
Una nuova linea da 4 mila tonnellate annue per sostenere la domanda globale di savoiardi in oltre 110 Paesi

Il record mondiale del tiramisù più lungo - 440,58 metri realizzati a Londra con 154 mila savoiardi firmati Forno Bonomi - diventa anche un indicatore della direzione del mercato: crescita internazionale e domanda in espansione legata al re dei dolci al cucchiaio. L’azienda veneta, con sede a Roverè Veronese sull’altopiano della Lessinia, ha chiuso il 2025 con un fatturato di 80 milioni di euro, in linea con i volumi del 2024 e in aumento significativo rispetto ai 56 milioni del 2021, con una quota export che supera il 60% in oltre 110 Paesi.
«Il trend continua ad essere positivo, pur con le difficoltà legate all’avviamento del nuovo impianto», spiega il presidente Fausto Bonomi. «La nuova linea entrerà a regime con l’arrivo dell’estate: parliamo di un incremento di produzione di circa 12 quintali all’ora per 4 mila tonnellate annue, volumi che sono già sostanzialmente venduti, vista la domanda che finora non riuscivamo a soddisfare». L’investimento produttivo è la leva principale per sostenere un mercato in espansione, trainato dal consumo globale di tiramisù. Nel 2024 la domanda di savoiardi è cresciuta del 4,6% in Italia e del 2,7% all’estero; Forno Bonomi ne ha prodotti oltre 20 milioni di chili, confermando la leadership mondiale nel segmento. Con la nuova linea, la capacità supererà i mille quintali giornalieri. «Il tiramisù è riscoperto ovunque: i mercati sono tutti emergenti», osserva il presidente. «America Latina, Europa e Stati Uniti restano i più forti, ma stanno crescendo rapidamente Far East, Medio Oriente e India». Accanto ai volumi, cambia anche il formato: «Stiamo vedendo una crescente richiesta di prodotti pratici e monoporzione. I mini savoiardi stanno riscontrando interesse in particolare nell’Horeca per la facilità di utilizzo nella preparazione dell’amato dolce italiano».
La nuova linea produttiva avrà anche un effetto di riequilibrio interno. «Consentirà di liberare capacità per altre referenze - amaretti, sfogliatine, torta frolla - su cui vogliamo crescere», aggiunge Bonomi. L’espansione si riflette sull’occupazione: con l’avvio del nuovo impianto sono state effettuate nuove assunzioni, portando l’organico a 220 dipendenti, il 70% proveniente dal territorio.
«Siamo un’azienda radicata localmente e cerchiamo di riconoscere concretamente il contributo delle persone», sottolinea Bonomi. «Abbiamo rafforzato gli strumenti di welfare. Oltre ai buoni pasto riconosciuti a tutti i dipendenti, pur essendo tutti turnisti, il premio di produzione può arrivare fino a 3 mila euro e abbiamo incrementato il sostegno alle famiglie con permessi per seguire i figli malati e i genitori anziani».
Tra gli interventi più recenti anche investimenti per migliorare la qualità della vita sul posto di lavoro, in particolare nelle aree produttive. «Stiamo lavorando sul raffrescamento delle aree più calde per rendere il lavoro sempre più sostenibile». Continua Bonomi: «Stiamo investendo sul fronte commerciale per far conoscere i nostri prodotti in nuove aree, dalla Grecia al Brasile all’Arabia Saudita». Il record di Londra, oltre alla valenza simbolica, si inserisce in questa traiettoria. «Ci sono già arrivate richieste per iniziative simili in altri Paesi. È la conferma che il tiramisù è uno dei dolci più amati al mondo, e per noi rappresenta un driver di crescita strutturale». Resta forte il legame con il territorio: «A giugno saremo come da tradizione sponsor dell’Arena Opera Festival e non mancheremo al festival Hostaria».
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