Eurospin oltre i 9 miliardi di ricavi, ma l’impennata dei costi comprime margini e utili
L’azienda veronese ha messo a segno una crescita dei ricavi pari al 5,09% sul 2023, ma l’incremento dei costi (+5,08%) che ne hanno ridotto sia il margine operativo lordo (-2% a quota 634,8 milioni di euro) che l’utile esercizio calato del 7,4% a 394,9 milioni

La grande distribuzione organizzata continua la sua crescita verso nuovi orizzonti di fatturato, complice anche un’inflazione legata al carrello della spesa che cresce mese dopo mese ben oltre l’incremento medio certificato da Istat. Non più tardi di un paio di giorni fa infatti l’Istituto di statistica ha certificato un’inflazione per luglio 2025 stabile all’1,7% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, nel contempo segnalando una crescita ulteriore di quella per i generi alimentari: dal +3,3% di giugno a un +3,7% che è più del doppio del dato medio della crescita dei prezzi nel Paese durante il mese scorso.
In tutto ciò l’andamento dei ricavi previsto dall’Osservatorio sulla Gdo alimentare italiana e i maggiori operatori stranieri realizzato dall’Area Studi di Mediobanca, racconta di un 2024 in cui le imprese del settore in Italia hanno chiuso i loro bilanci 2024 con una crescita delle vendite, in termini di valore, del 3% mentre sempre a livello aggregato i costi principali registrano una flessione, seppure non particolarmente significativa: per il 2024 report valuta che l’impatto medio sul fatturato del costo del lavoro sia stato del 10% (contro il 9,8% dell’anno precedente), del 2,9% (contro il 3% del 2023) per quanto riguarda trasporti e logistica e dell’1,8% (contro il 2% del 2023) per l’energia.
E se, secondo lo studio, la componente dei costi legata al lavoro e agli approvvigionamenti è attesa in ulteriore aumento anche nel 2025 (un timore condiviso dal 52,2% degli operatori), solo il 43,5% del campione è preoccupato che gli acquisti di merci possano pesare di più sui bilanci.
In un Paese dove si registra oramai una sempre crescente polarizzazione dei consumi, oltre che della ricchezza, a segnare le migliori performance nel medio periodo sono gli operatori del segmento discount. «Dal 2019 al 2023 il loro fatturato è cresciuto ad un tasso medio annuo del 9,3%, rispetto al +5,7% degli altri operatori» spiega Focus Gdo di Mediobanca «La distanza tra i due aggregati si è ridotta nel 2023, quando i ricavi dei discount sono cresciuti del 9,2% e quelli degli altri operatori del 7,3%. Anche sotto il profilo della marginalità i discount spiccano con un Ebit Margin del 4,8% che si confronta con il 2,3% degli altri gruppi e un Roi del 16,5% (5,9% gli altri operatori), superiore anche alla media del panel internazionale (9,5%)».
Tra gli alfieri del segmento, in Italia, spicca ancora una volta un’azienda veneta, la Eurospin, che ha sede a San Martino Buon Albergo, pochi chilometri da Verona. Secondo i dati del report di Mediobanca, Eurospin nel 2023 aveva registrato un fatturato di oltre 8,6 miliardi di euro, una quota di mercato nel segmento superiore al 31% e vendite la metro quadro per 8.672 euro (seconde solo a quelle di Lidl per poco più di un centinaio di euro).
L’azienda veronese era stata la migliore per Roi (il Return on investment, uno dei principali indici di redditività di un’azienda) rispetto ai principali competitor e la seconda, dopo In’s Mercato (realtà i cui fatturati per il 2023 sono significativamente inferiori), per crescita (Cagr) tra il 2019 e il 2023 in termini di fatturato e dipendenti.
Un risultato eccellente che viene riconfermato anche dal bilancio 2024 del gruppo veronese di proprietà di quattro diverse società (tutte proprietarie del 25% del gruppo): la Migross della famiglia Mion che attualmente esprime il presidente di Eurospin Daniele Mion e l’amministratore delegato Romano Mion, la Cam Spa, la Sinergia Spa, e Shop Spa della famiglia Pozzi.
L’anno scorso, a fronte di una crescita del segmento dei Discount del 2,3% secondo dati NielesenIQ, Eurospin ha registrato una crescita del fatturato del 5,09% superando i 9 miliardi di euro. E tuttavia l’ottima performance delle vendite di Eurospin ha portato con sé, nel 2024, anche un corrispondente incremento dei costi (+5,08%) che ne hanno ridotto sia il margine operativo lordo (-2% a quota 634,8 milioni di euro) che l’utile di esercizio calato alla comunque ragguardevole cifra di 394,9 milioni di euro (-7,4%). Una piccola battuta d’arresto che non ferma i piani di crescita di Eurospin sia in termini di investimenti, con l’apertura in questo 2025 di nuovi punti vendita su tutto il territorio nazionale (da Malpensa a Bagheria e oltre ancora), sia in termini di vendite. Proprio dal bilancio 2024 della società, queste ultime erano segnalate in ulteriore espansione nei primi mesi del 2025.
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