EssiLux, Milleri tende la mano a Leonardo Maria: «Si chiuda la successione»
Il presidente e amministratore delegato del colosso mondiale dell’occhialeria, nonché presidente della cassaforte Delfin, è intervenuto per la prima volta direttamente sulle posizioni assunte dal figlio di Leonardo Del Vecchio

«Difficile parlare di una reazione che non riesco a capire e di un ragazzo a cui mi lega un affetto che va molto oltre il lavoro». Francesco Milleri tende la mano a Leonardo Maria Del Vecchio e prova a chiudere la stagione di tensioni che dalla successione del fondatore si è ormai allargata fino a investire EssilorLuxottica.
Il presidente e amministratore delegato del colosso mondiale dell’occhialeria, nonché presidente della cassaforte Delfin, è intervenuto per la prima volta direttamente sulle posizioni assunte dal figlio di Leonardo Del Vecchio. «Ho cercato sempre di aiutarlo e, se potrò, lo farò anche in futuro. Spero possa superare questo momento personale e professionale molto difficile per lui», ha detto Milleri. Ma il passaggio più netto riguarda la successione e le ricadute che lo scontro sta producendo intorno al gruppo: «Desidererei che si possa chiudere la successione di Leonardo Del Vecchio, si plachino queste polemiche inutili e infondate e si lasci l’azienda continuare nel suo percorso di crescita».
Le parole di Milleri arrivano all’indomani della lettera inviata il 10 settembre da una ventina di top manager di EssilorLuxottica ai dirigenti del gruppo nel mondo. Una presa di posizione senza precedenti per compattezza e toni, maturata dopo che anche il consiglio di amministrazione aveva rinnovato la propria fiducia nei vertici e nella strategia.
«Capiamo le difficoltà nel gestire una successione così complessa, e la responsabilità di rispettare la volontà di Leonardo Del Vecchio, ma EssilorLuxottica è un patrimonio comune a centinaia di migliaia di persone che lavorano con noi e nella nostra industria e in cui i nostri azionisti ripongono fiducia e aspettative», hanno scritto i manager. Il richiamo è al «senso della misura e della responsabilità» che, secondo i firmatari, deve prevalere nel rispetto dei lavoratori, degli azionisti, dei partner e dei clienti. Ma la lettera entra anche nel merito delle critiche rivolte all’attuale gestione e, in particolare, dell’andamento del titolo.
«L’attuale valutazione non deve essere strumentalizzata», hanno sottolineato i dirigenti, ricordando che le quotazioni risentono di un contesto macroeconomico e geopolitico complesso e di dinamiche esterne alla gestione aziendale. La risposta del management è nei numeri. «L’azienda non è mai stata più solida, le vendite, la redditività e la generazione di cassa sono ai massimi di sempre e l’utile per azione è raddoppiato in otto anni». Risultati che, secondo i top manager, confermano la validità della trasformazione avviata da Del Vecchio: dalle lenti e dalle montature alla tecnologia indossabile, dai marchi e dalle licenze alla salute della persona. Un percorso che «sta oggi prendendo forma sotto la guida di Francesco Milleri» e che ha bisogno «di tempo, di continuità e di serenità».
Dietro la lettera c’è anche la preoccupazione di un gruppo che conta oltre 200 mila dipendenti nel mondo, dei quali 30 mila tra Italia e Francia. Persone che, hanno scritto i dirigenti, assistono «con dispiacere e preoccupazione al caos di queste ultime settimane» e a «giudizi infondati, che danneggiano direttamente la nostra azienda e demotivano migliaia di lavoratori e manager».
Milleri ha ringraziato quella prima linea che si è schierata apertamente a difesa dell’azienda e dei suoi vertici. «Al management va tutta la mia riconoscenza, li ringrazio di cuore del messaggio anche a nome di Paul du Saillant. È una squadra forte e preparata, composta da bravissimi colleghi in Italia e nel mondo. Con loro il nostro gruppo non può essere in mani migliori». Il presidente e ad si è detto «molto confidente sul futuro del gruppo, che continua a riportare ogni trimestre risultati record».
A sostenerlo, ha aggiunto, non è soltanto «l’attestato di piena fiducia di un board composto da indipendenti di grande valore», ma anche il supporto dei colleghi e le «tante manifestazioni di stima» arrivate dal mondo imprenditoriale, finanziario e istituzionale. Il messaggio, dopo settimane di tensione, è rivolto prima di tutto agli eredi: la successione resta da chiudere, ma EssilorLuxottica deve poter continuare a correre.
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