Electrolux si prepara allo sciopero del 15 settembre
Da Susegana a Porcia tutti i lavoratori pronti alla giornata di mobilitazione

Conto alla rovescia in vista della giornata di mobilitazione generale di tutti i lavoratori Electrolux, con uno sciopero di 8 ore, previsto il 15 settembre, e manifestazione a Cerreto d’Esi, nelle Marche, davanti allo stabilimento che la multinazionale svedese chiuderà.
In vista dello sciopero i lavoratori Electrolux di Susegana sono scesi in strada già ieri, prima di radunarsi in assemblea, per protestare contro i 420 esuberi, parte dei 1450 (altri 460 sono previsti in Friuli) confermati dal “gigante del freddo”. L’hanno fatto, nonostante il maltempo, occupando di fatto la statale Pontebbana e volantinando le loro richieste. Prima al mattino, poi al pomeriggio.
Nelle stesse ore il ministro per le Imprese, Adolfo Urso, ha annunciato che «l’Europa ha accolto la nostra richiesta di porre nell’agenda del Consiglio Competitività del 24 settembre, ndr) anche la proposta che ha avuto il supporto di Francia, Germania e Polonia che chiede che il settore dell’elettrodomestico sia definito strategico come quello dell’auto». Il rappresentante del governo ha inoltre confermato la convocazione di un tavolo ministeriale nella prima settimana di ottobre che farà seguito ai tavoli tecnici già in corso da mesi al ministero per valutare con governatori, azienda e sindacati le misure chieste all’Europa.
«Ciò ci consente di realizzare misure di salvaguardia dalla concorrenza sleale, di creare un progetto e un piano sull’elettrodomestico europeo che consenta di tutelare questi stabilimenti, di rilanciarne la competitività e quindi anche il lavoro», ha spiegato Urso, ricordando che negli ultimi due anni in Europa sono stati chiusi oltre 20 stabilimenti del settore, compresi impianti Electrolux in Ungheria.
«Intendiamo preservare tutti gli stabilimenti italiani con un’intesa sostenibile», ha inoltre specificato, spiegando che nel tavolo di inizio ottobre si lavorerà a un’intesa che consenta a Electrolux di competere a livello globale, con il sostegno di strumenti ordinari, come contratti di sviluppo e accordi di innovazione e se necessario strumenti straordinari. In attesa che si concretizzino queste prospettive, gli operai e gli impiegati di Susegana hanno deciso ieri di volantinare i motivi del loro allarme agli automobilisti in transito per la Pontebbana, con due uscite, autorizzate dalla Questura, prima delle assemblee del mattino e del pomeriggio.
«Abbiamo deciso di sensibilizzare anche i cittadini, abbiamo bisogno del loro aiuto, del loro sostegno», ha spiegato Paola Morandin, delegata Rsu, «nessun passo avanti nei tavoli tecnici da parte dell’azienda, che, in presenza di 420 esuberi, vuol toglierci prodotti, ma aumentare il ritmo di lavoro di chi rimarrà. La produzione si sta riducendo proprio perché la scelta aziendale è di fare i frigoriferi di medio di gamma in Cina. Se questi frigoriferi restassero qui non avremmo nessun problema».
Gli automobilisti che vengono fermati solidarizzano; si rendono ben conto che se chiude un terzo della forza lavoro, di fatto lavoro non ce ne sarà neppure per l’indotto.
Martedì 15 sono dunque previste otto ore di sciopero in tutti gli stabilimenti con una manifestazione nazionale davanti al sito di Cerreto. «Le assemblee e le iniziative di questi giorni dimostrano che tra i lavoratori e le lavoratrici di Susegana c’è piena consapevolezza della gravità della situazione», dichiara Manuel Moretto, segretario generale della Fiom Cgil di Treviso, «ora l’obiettivo è dare una risposta forte anche con lo sciopero del 15 settembre. La presenza di tutti i lavoratori a Cerreto sarà un segnale concreto».
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