Electrolux, il ministro Urso: «Chiederemo subito il ritiro del piano»
Il ministro Urso e le Regioni respingono il piano Electrolux: «No ai licenziamenti, serve un nuovo progetto industriale basato su investimenti e innovazione»

Il piano presentato da Electrolux è «inaccettabile» e al tavolo previsto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy il prossimo 25 maggio il Governo chiederà il suo ritiro immediato. È la posizione espressa dal ministro Adolfo Urso al termine dell’incontro con i rappresentanti delle Regioni in cui sono presenti gli stabilimenti italiani del gruppo.
Una linea dura che, secondo quanto riferito dal Mimit, è condivisa anche dagli enti territoriali coinvolti, con un obiettivo comune: difendere la capacità produttiva italiana, salvaguardare l’occupazione e garantire il futuro industriale del settore.
Governo e Regioni: «No a licenziamenti collettivi»
«Chiederemo a Electrolux un nuovo piano industriale, su cui avviare un confronto vero con Governo, Regioni e sindacati, che non preveda licenziamenti collettivi», ha dichiarato Urso.
Il ministro ha ribadito la necessità di un cambio di impostazione da parte dell’azienda: «Non accetteremo scelte che colpiscono lavoro, produzione e filiere. Ci aspettiamo una maggiore responsabilità dalla proprietà e una strategia fondata su investimenti, innovazione e tutela della capacità produttiva, utilizzando al massimo gli strumenti pubblici disponibili».
Nel corso della riunione sono stati affrontati anche i nodi legati al mercato europeo del cosiddetto “bianco”, alle politiche industriali dell’Unione europea e alle misure di difesa commerciale contro la concorrenza extra UE, in particolare quella cinese. Tra i temi sul tavolo anche la revisione del CBAM, giudicata necessaria per la competitività del settore.
All’incontro hanno partecipato rappresentanti del Governo e delle Regioni Marche, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Lombardia, con la presenza di assessori e delegati allo sviluppo economico, al lavoro e alla formazione.
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