Electrolux, fase cruciale: per Porcia più lavasciuga

Al ministero a Roma più di 6 ore di confronto tra multinazionale e sindacati. L’azienda lima il numero delle uscite: da 1.250 a 1.190, solo per gli operai. Ulteriori incontri il 2 e 3 novembre per capire se si potrà trovare un’intesa

Maurizio Cescon
Una manifestazione di protesta dei lavoratori Electrolux
Una manifestazione di protesta dei lavoratori Electrolux

Sei ore di confronto, ieri al Mimit a Roma, non sono bastate per sciogliere gli ultimi, intricatissimi, nodi.

La trattativa tra azienda, sindacati e governo sul futuro degli stabilimenti italiani di Electrolux, due a Nordest, tra Susegana in Veneto e Porcia in Friuli Venezia Giulia, è arrivata alla fase cruciale.

Ma l’esito non è scontato: bisognerà attendere gli ultimi due vertici in agenda per lunedì e martedì prossimi per capire se davvero si potranno firmare i documenti di un’intesa che possa soddisfare le parti sociali e l’esecutivo che da mesi sta tirando le fila di una vertenza molto complicata.

Al termine Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm e gli autonomi dell’Ugl metalmeccanici hanno diramato una nota unitaria, senza peraltro aggiungere ulteriori dettagli.

Due gli elementi di novità emersi nelle ultime ore: una limatura delle uscite volontarie nei prossimi tre anni, che passano da 1.250 a 1.190 (a Susegana da 198 a 183) e riguardano solo le tute blu e l’aumento di un 20% della produzione di lavasciuga nella fabbrica di Porcia, che passerebbero dalle 70 mila annunciate nell’incontro del 5 ottobre, a 100 mila

 Sullo stabilimento di Cerreto d’Esi, dove si producono le cappe di aspirazione, nessuna sostanziale apertura.

«Nell’incontro tenutosi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy con Electrolux - si legge nel comunicato delle organizzazioni sindacali - sono stati affrontati alcuni temi assolutamente dirimenti per il prosieguo del negoziato, che abbiamo chiesto di risolvere prima di passare all’esame di eventuali testi di una possibile intesa. I prossimi incontri del 2 e del 3 novembre al Mimit saranno decisivi per comprendere se si possa o meno arrivare a un accordo».

«Per quanto riguarda lo stabilimento di Cerreto - puntualizzano i sindacati - , abbiamo chiesto un impegno vincolante a mantenere gli attuali livelli produttivi fino all’eventuale arrivo di un investitore, commisurando conseguentemente la soglia massima di utilizzo degli ammortizzatori sociali. Per lo stabilimento di Porcia abbiamo chiesto un ulteriore impegno a mantenere la produzione di lavasciuga, mentre l’azienda si è per il momento limitata a innalzare dal 30% prospettato nel precedente incontro al 50% la quota di produzione che si dichiara disponibile a mantenere. Electrolux ha rivisto in 1.190 gli esuberi, comprendendo i 150 lavoratori del sito di Cerreto. Le riduzioni hanno riguardato solamente gli operai, mentre rimangono in 600 le eccedenze tra gli impiegati, che lavorano principalmente nei centri amministrativi e ricerca e sviluppo in Friuli. Riteniamo ancora non sufficiente la disponibilità dell’azienda nel ridurre le uscite. Abbiamo inoltre richiesto di dare disponibilità al ricorso ai contratti di espansione per favorire un ricambio professionale o di assumere l’impegno a non ridurre gli organici al di sotto di una soglia concordata, oltre la quale l’azienda dovrà procedere alla sostituzione, dando precedenza a chi ha avuto in Electrolux esperienze lavorative con contratti temporanei».

«Risolti questi problemi - concludono i rappresentanti dei lavoratori - , potremo concentrarci sui testi di una possibile intesa e affrontare altre questioni molto delicate: l’impegno a usare esclusivamente il criterio della non opposizione nella gestione delle procedure di mobilità, escludendo quindi formalmente i licenziamenti coatti, la previsione della rotazione dei lavoratori in cassa integrazione, la definizione degli incentivi all’esodo, la necessità di mantenere sufficienti postazioni per i lavoratori con ridotte capacità lavorative. Al governo infine chiediamo di rifinanziare i contratti di espansione più in generale di adottare quelle misure che possano favorire e sostenere l’accordo».

La mobilitazione di operai e impiegati Electrolux non si ferma. I sindacati stanno organizzando l’ennesimo sciopero, con presidio, allo stabilimento di Porcia. Entro lunedì la protesta coinvolgerà anche le altre fabbriche.

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