Crisi Electrolux, Ciriani alla Camera: «Piano inaccettabile, va ritirato. No ai licenziamenti»

Il ministro ai Rapporti con il Parlamento ha risposto a un’interrogazione sulla crisi dell’azienda: «Anche alla luce degli aiuti statali ricevuti, ci aspettiamo da Electrolux una maggiore responsabilità e una strategia fondata su investimenti, innovazione e tutela della capacità produttiva»

La mobilitazione degli operai Electrolux davanti allo stabilimento di Porcia
La mobilitazione degli operai Electrolux davanti allo stabilimento di Porcia

«Electrolux, per il valore strategico che il gruppo rappresenta nel nostro sistema produttivo e occupazionale, rappresenta una realtà che, con oltre 4.500 lavoratori in Italia, costituisce uno dei principali presìdi industriali europei e un elemento significativo della filiera nazionale degli elettrodomestici. Il nuovo piano di riorganizzazione che coinvolge diversi stabilimenti e che prevede circa 1.700 esuberi a livello nazionale per il Governo è inaccettabile».

Lo ha detto il ministro ai Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani rispondendo ad una interrogazione alla Camera.

«E' stato convocato per il 25 maggio al Ministero delle imprese e del made in Italy, un tavolo istituzionale dedicato alla vertenza, al quale prenderanno parte l'azienda, le organizzazioni sindacali e le Regioni interessate: come preannunciato, il governo chiederà l'immediato ritiro del piano industriale presentato e la conseguente predisposizione di un nuovo piano su cui avviare un serio confronto tra Governo, Regioni e sindacati al fine di tutelare i lavoratori e la continuità produttiva, senza prevedere licenziamenti».

«Dalla Electrolux il governo si aspetta, anche alla luce degli aiuti statali che nel corso degli anni ha ricevuto, una maggiore responsabilità e una strategia fondata su investimenti, innovazione e tutela della capacità produttiva», ha chiarito Ciriani.

Il ministro Luca Ciriani
Il ministro Luca Ciriani

Il ministro per le Imprese e il made in Italy, inoltre, ha discusso della situazione del settore degli elettrodomestici con i Commissari europei competenti in materia: per affrontare al meglio la crisi degli stabilimenti italiani, è necessario, parallelamente, individuare misure relative anche alla crisi dei produttori europei. Il comparto sta, infatti, scontando le conseguenze della politica del Green Deal e, conseguentemente, la concorrenza sleale da parte di produttori di Paesi terzi che non devono sottostare a regole parimenti stringenti.

« In conclusione, la linea del governo è chiara: lavorare con determinazione affinché si possa arrivare a un percorso alternativo a quello prospettato, favorendo invece soluzioni condivise, sostenibili e compatibili con il mantenimento della presenza industriale nel nostro Paese. In questi giorni è inoltre in corso un confronto preliminare tra le Regioni e gli enti territoriali, nella convinzione che una posizione istituzionale unitaria possa rafforzare il dialogo con l'azienda e contribuire a individuare strumenti efficaci per salvaguardare occupazione e produzione», ha concluso il ministro.

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