Electrolux, lunedì 25 maggio il vertice a Roma. Lega all’attacco: colpa dell’Ue
Gli eurodeputati del Carroccio intervengono sulla crisi aziendale che all’inizio della prossima settimana sarà sul tavolo del Ministero. La solidarietà degli ex colleghi del ramo d’azienda ceduto nel 2020

In attesa del primo confronto sul caso Electrolux in programma lunedì 25 maggio al Mimit, la Lega spara contro l’Ue. Per gli eurodeputati del Carroccio Paolo Borchia, Anna Maria Cisint e Silvia Sardone, quello di Electrolux è «un caso emblematico, in cui si riassumono e sintetizzano i fallimenti di Bruxelles su energia, industria, clima ed oneri regolatori prodotti da anni di politiche ideologiche».
Per la Lega «il piano di ristrutturazione che prevede 1.700 esuberi in Italia, la chiusura del sito di Cerreto d’Esi, un forte ridimensionamento dello stabilimento di Porcia in Friuli Venezia Giulia e anche in altri siti italiani» è conseguenza di responsabilità ben precise.
«Considerato che l'Electrolux, negli ultimi anni - sottolineano -, ha ricevuto finanziamenti nazionali ed europei su ricerca, innovazione e transizione, tale caso di ristrutturazione preoccupa per le ricadute occupazionali, nonché sul vasto indotto. Ne escono evidenziate le criticità delle politiche industriali europee e del quadro normativo dell’Unione, caratterizzato da elevati costi energetici e crescenti oneri regolatori, a cominciare dal meccanismo per lo scambio di quote di emissione (Ets). Un contesto che penalizza il nostro manifatturiero, finendo per favorire un'ulteriore ondata di delocalizzazioni e de-industrializzazione».
E ancora: «Appaiono evidenti, inoltre, le contraddizioni di strumenti quali il Cbam, del tutto insufficiente a compensare e tutelare dagli squilibri esistenti nella competitività (impari) con Paesi terzi sprovvisti degli stessi vincoli stringenti su energia e clima. Per questo - annunciano -, abbiamo deciso di presentare un'interrogazione alla Commissione europea. Chiediamo di verificare che i finanziamenti europei concessi fossero subordinati a impegni sul mantenimento dell’occupazione».
Solidarietà
Intanto anche Electrolux Professional Group ha voluto esprimere solidarietà agli ex colleghi di Electrolux. «Come azienda profondamente radicata a Pordenone, seguiamo con attenzione l’evolversi dei recenti sviluppi che stanno interessando diverse realtà industriali sul territorio» ha detto Paolo Schira, presidente e ceo di Electrolux Professional Group. La separazione tra Electrolux Group (elettrodomestici) ed Electrolux Professional Group (attrezzature per la ristorazione, Ho.Re.Ca e lavanderia) è avvenuta nel 2020 tramite uno scorporo e la successiva quotazione in Borsa (Nasdaq Stoccolma). «Pur essendo una società indipendente - precisa Schira -, esprimiamo la nostra vicinanza alla comunità locale, con cui condividiamo forti legami».
Electrolux Professional Group è una società indipendente, quotata al Nasdaq di Stoccolma dal 2020, con una governance e una strategia propria e autonome. In questo contesto, le recenti misure che interessano diversi siti industriali a livello nazionale non coinvolgono i siti produttivi di Electrolux Professional Group a Vallenoncello (Pordenone) e Spilamberto, in provincia di Modena, le cui attività proseguono regolarmente. Con oltre mille dipendenti nel sito di Vallenoncello, una presenza industriale che in Italia supera le 1.100 persone, uno stabilimento che si estende su circa 220 mila metri quadrati e un fatturato annuo di 327 milioni di euro (dato riferito al 2025, relativo alla Società italiana con sede e stabilimenti a Pordenone), Electrolux Professional Group si conferma realtà industriale solida in costante sviluppo nel territorio pordenonese, dove rappresenta un punto di riferimento per competenze, innovazione, continuità operativa.
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