Droni, Leonardo punta sul Nord Est: «Ronchi destinato all’espansione»
L’ad Roberto Cingolani ha presentato a Roma il piano industriale aggiornato: «Pensiamo anche all’agricoltura e alle catastrofi di natura climatica»

«Ho grandi aspettative sul comparto droni e a Ronchi dei Legionari c’è grande margine di espansione». Parola di Roberto Cingolani, amministratore delegato di Leonardo, che giovedì ha presentato a Roma l’aggiornamento del piano industriale dopo i risultati record del 2025 che hanno visto un risultato netto di 1,3 miliardi di euro, in aumento del 15% rispetto all’anno precedente.
Uno sviluppo che, ha spiegato il manager, riguarderà anche gli stabilimenti del Nord Est: «Alcune componenti dell’armamento, con l’aumento della produzione, dovranno espandersi, magari non come sedi ma come metri quadri». Cingolani ha quindi sottolineato che anche la divisione elicotteri, che nello stabilimento di Tessera a Venezia ha uno dei punti di riferimento della filiera del gruppo, sta vivendo una fase di forte espansione.
«Ha un backlog di ordini enorme», ha sottolineato l’amministratore delegato, «come dico spesso, è vittima del proprio successo: ha talmente tanti ordini che ora bisogna realizzarli». Il portafoglio ormai supera i 14 miliardi di euro e richiederà un rafforzamento delle capacità produttive nei vari siti della divisione, con possibili interventi anche sull’organizzazione delle linee e sugli spazi produttivi.
Ma è soprattutto la crescita del settore dei droni a rappresentare uno dei pilastri del piano industriale. Secondo Cingolani il loro utilizzo non sarà limitato al solo contesto militare: «Pensiamo, per esempio, all’agricoltura e alle catastrofi di natura climatica. I danni alle colture e la carenza di cibo hanno costi enormi».
Sistemi di osservazione basati su droni e satelliti possono infatti monitorare in tempo reale lo stato dei territori, contribuendo alla prevenzione dei danni causati da eventi estremi o dal dissesto idrogeologico. E in questo quadro si inserisce lo sviluppo dello stabilimento di 90 mila metri quadrati di Ronchi dei Legionari, che conta circa 315 addettio ed è specializzato proprio nella progettazione e produzione di droni hi-tech.
«Questi eventi possono essere visti dai satelliti o anche con i droni in tempo reale», ha osservato Cingolani che ha parlato di un mercato potenziale che potrebbe valere tra i 20 e i 50 miliardi di euro a livello globale. «Per questo», ha aggiunto, «il gruppo sta sviluppando programmi che integrano droni, satelliti e piattaforme digitali per il monitoraggio del territorio e la gestione delle emergenze».
Lo sviluppo di queste tecnologie si inserisce in uno scenario più ampio legato alla sicurezza globale. «Quando queste guerre finiranno», ha osservato Cingolani, «ci renderemo conto che esiste un problema di sicurezza globale che non riguarda solo la guerra tradizionale, ma anche quella ibrida», che include energia, cyber, infrastrutture e sicurezza alimentare.
Proprio in questo contesto si inserisce il Michelangelo Dome, il nuovo sistema di difesa aerea presentato da Leonardo alla fine del 2025. Il gruppo stima che il programma possa generare opportunità di business per circa 21 miliardi di euro nel prossimo decennio: 6 miliardi tra il 2026 e il 2030, già inclusi nel piano industriale aggiornato, e altri 15 miliardi tra il 2031 e il 2035.
Il progetto è già entrato nella fase operativa. «Stiamo realizzando il primo componente del nostro Michelangelo Dome per i nostri amici in Ucraina», ha indicato Cingolani. La “cupola” di difesa aerea viene attualmente testata nel Paese e, secondo quanto spiegato dal gruppo, la consegna è prevista entro la fine dell’anno. Un programma destinato a diventare uno dei pilastri della strategia industriale di Leonardo nei prossimi anni.
Cingolani ha quindi affrontato anche l’acquisizione di Iveco Defence, che ha uno dei suoi poli produttivi a Vittorio Veneto (Treviso). «La chiusura dell’accordo è fissata per il 18 marzo», ha spiegato l’amministratore delegato, «dobbiamo ancora decidere se vogliamo vendere o meno la parte camion e capire se ci saranno incentivi da parte del governo. Ci aspettiamo ricavi ulteriori per circa 1,3 miliardi di euro».
Per Leonardo l’acquisizione di Iveco Defence è infatti parte di una strategia più ampia che vuole rafforzare la presenza nel segmento dei sistemi terrestri. L’integrazione consentirà di costruire un operatore completo nel campo dei veicoli militari, capace di combinare piattaforme, sistemi elettronici e integrazione dei sistemi d’arma.
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