De’ Longhi alza le stime, l’utile sale del 21 per cento

I ricavi sfiorano gli 1,7 miliardi mentre i profitti volano a quota 141 milioni. Il comparto del caffè professionale prosegue la sua crescita a doppia cifra. Gli investimenti in marketing consolidano la divisione household sui mercati

Nicola Brillo

 

Il Gruppo De’ Longhi festeggia i 25 anni di quotazione in Borsa con ricavi in crescita nel primo semestre, confermando il trend di espansione e rivede al rialzo la marginalità a fine anno. Il gruppo trevigiano attivo nel settore del piccolo elettrodomestico per il mondo del caffè, della cucina, della climatizzazione e della cura della casa, nei primi sei mesi dell'anno registra un fatturato pari a 1,67 miliardi, in crescita del 5,8% (+8% a cambi costanti), rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il margine operativo lordo adjusted ammonta a 283,7 milioni (pari al 16,9% dei ricavi), mentre l'utile netto sale del 21,1% a 141,4 milioni.

«I primi 25 anni di quotazione segnano un percorso di trasformazione in cui, grazie all'impegno e alla passione delle nostre persone, abbiamo saputo evolvere costantemente la nostra strategia, portando i ricavi da meno di un miliardo di euro a un record previsto di quasi 4 miliardi nel 2026, decuplicando l'utile netto e generando un significativo valore per gli azionisti», commenta l’amministratore delegato Fabio de’ Longhi.

Entrambi i trimestri hanno rilevato un’espansione organica del comparto professionale a un tasso di crescita a doppia cifra, grazie alle opportunità del mercato del caffè out-of-home. Allo stesso tempo, la divisione household (casa) ha mostrato un recupero del trend di crescita storico, dopo un primo trimestre impattato dal riassorbimento dell’eccesso di stock di inizio anno e da un significativo effetto valutario. La divisione professionale ha registrato nel primo semestre una significativa espansione del business, con un fatturato di 302,8 milioni (+36,3% rispetto al 2025). La divisione household ha evidenziato ricavi per 1,38 miliardi (+1,2%).

Al 30 giugno il gruppo conserva una cassa netta di 686,6 milioni, quasi doppia rispetto a un anno prima, sebbene in calo di 83,4 milioni rispetto alla fine del 2025.

Alla luce dei risultati ottenuti nel primo semestre, pur considerando il contesto macroeconomico e geopolitico in continua evoluzione, il gruppo trevigiano conferma la stima di crescita del fatturato e rivede al rialzo la previsione sul margine operativo lordo adjusted, portando il range a 670-690 milioni di euro (rispetto alla precedente stima di 640-660 milioni di euro).

Nel primo semestre il gruppo ha conseguito una crescita diffusa in tutte le principali aree geografiche, ad eccezione del Medio Oriente, dove le tensioni e criticità geopolitiche hanno condizionato l'andamento del periodo. «Nella divisione household, il potenziamento degli investimenti in comunicazione, con un focus crescente sui canali social, e una strategia di marketing sempre più orientata al consumatore sono le leve fondamentali con cui continuiamo a consolidare la presenza dei nostri marchi sul mercato», conclude de’ Longhi.

Nel secondo trimestre del 2026, il Gruppo De' Longhi ha conseguito un robusto tasso di crescita, pari all'8% con un significativo miglioramento della marginalità. I ricavi nel periodo si attestano a 898,7 milioni, in aumento dell'8,4% (+9,2% a cambi costanti); il margine operativo lordo adjusted è stato pari a 157,7 milioni e l'utile netto (di competenza del Gruppo) a 79,7 milioni (+34,5% rispetto all'anno precedente). Nel periodo aprile-giugno il mercato europeo evidenzia un’accelerazione della crescita, con un incremento del fatturato del 9,4% nel periodo; l’area Medio Oriente, India e Africa rileva una flessione dei ricavi del 12,2%, condizionata dalle considerevoli criticità geopolitiche; l’area America ha registrato un importante tasso di crescita al 20,8% a cambi costanti; l’area Asia Pacific ha conseguito un’espansione del fatturato del 4% a cambi costanti. Ieri il titolo in Borsa ha chiuso a 40,22 euro (+2,08%).

 

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